venerdì 12 gennaio 2018

Utopia Razionale: alla scoperta del sistema socio-economico degli abitanti dell'Antiterra

Esposizione dei tratti essenziali di un nuovo paradigma socio-economico-culturale concepito per risolvere le principali criticità dell'odierna società. 


Nel corso delle mie riflessioni in ambito sociologico, ho compreso con grande chiarezza che le numerose distorsioni riscontrabili nell'odierna società non possono essere risolte continuando ad agire all'interno del paradigma corrente, perché da esso stesso sono causate.

Parafrasando il premio Nobel per la fisica Albert Einstein, affermo che non è possibile risolvere un problema utilizzando il medesimo livello di pensiero che è stato impiegato per generarlo.

Tutto ciò, ricondotto all'ambito della sociologia, significa che bisogna avere l'onestà intellettuale di riconoscere che gli odierni problemi sociali sono intrinsechi al modello che stiamo adottando. 

Le criticità che ottenebrano le nostre esistenze non sono un male incurabile e inevitabile, bensì una conseguenza di ciò che abbiamo posto a fondamento del nostro agire.

Ne consegue, che per risolvere i problemi della nostra società bisogna rimettere in discussione gli assunti di base dell'attuale modello socio-economico-culturale. 

In verità, si tratta d'indurre un tale incremento del livello di coscienza generale da consentire l'attuazione di un cambiamento di paradigma in senso rivoluzionariovolendo usare una terminologia cara al filosofo della scienza Thomas Kuhn.

Per questo motivo, nelle pagine che seguono, ho cercato di delineare nei suoi tratti essenziali un nuovo modello, appositamente concepito per eliminare le eclatanti distorsioni causate dall'attuale concezione del mondo.

In estrema sintesi, l'odierna società capitalistica è sostanzialmente basata: 
sulla legittimazione della proprietà privata; sull'utilizzo del denaro; sui concetti di stato, nazione, confine; sul (libero) mercato; sul consumismo; sulla globalizzazione; sullo spreco e l'inefficienza; sull'ingiustizia; sulla menzogna; sullo sfruttamento indiscriminato dell'uomo sull'uomo, degli altri esseri viventi e della natura; sull'obbligo; sul ricatto; sul controllo sociale; sulla competizione; sull'egoismo; sulla disuguaglianza; sull'inseguimento del profitto e sulla ricerca di un crescita economica illimitata.

Avvalendosi di pressanti processi di condizionamento mentale e di uno stringente ricatto economico, il modello capitalistico si è ormai diffuso pressoché ovunque sul pianeta Terra e la quasi totalità degli individui regola il proprio agire sociale sulla base dei suoi assunti. 

Il capitalismo è totalizzante e non risparmia nessuna forma di vita. Lo sfruttamento è trasversale ed indiscriminato: esseri umani, animali, natura. Tutto è sacrificato sull'altare del dio Denaro.  

Vige la legge del più forte e gli esseri umani competono l'uno contro l'altro per inseguire un profitto individuale. O si sfrutta o si viene sfruttati.

Chi non si adegua alle dinamiche economiche rischia la miseria; chi vi si oppone viene screditato, ridicolizzato, censurato, minacciato, manganellato, imprigionato o ucciso, a seconda dei casi. Chi invece vi si adegua, diviene complice e rende possibile l'odierna Distopia, causando il proprio malessere e quello degli altri esseri viventi.

L'agire sociale ha reso le nostre esistenze infelici e miserabili e sta trasformando la Terra in un luogo inospitale.

Le attività antropiche hanno compromesso l'ecosistema a tal punto che gli scienziati prospettano un collasso del sistema e iniziano a denunciare l'avvento della 6-a estinzione di massa: la nostra.

Il capitalismo è il fascismo del XXI secolo, dal quale l'umanità deve liberarsi, se vuole realizzare un futuro di pace, benessere e libertà...

All'opposto di quanto fin qui illustrato, la mia visione di società ideale è sostanzialmente basata:

sull'abolizione del concetto di proprietà privata, mediante una gestione condivisa delle risorse e dei beni comuni; sul superamento del concetto di stato, nazione e confine, con la riorganizzazione della società in piccole comunità interagenti e autosufficienti, per quanto utile e possibile;

su di un'innovativa organizzazione economica senza denaro, senza mercato e senza baratto, che si avvale di un'economia basata sulle risorse, scientificamente pianificata in modo localizzato e distribuito, con un processo decisionale totalmente svincolato dal concetto di crescita, PIL e profitto, che guarda ai veri bisogni di tutti gli esseri umani ed alla complessiva sostenibilità ambientale;

sull'obiettivo della realizzazione del benessere collettivo, ottenuto mediante: la realizzazione e la fornitura gratuita di beni e servizi effettivamente utili prodotti al massimo della qualità resa possibile dallo stato della tecnica e in quantità tali da essere disponibili per l'intera umanità; la massimizzazione del tempo della vita, ovvero la minimizzazione del lavoro umano, scientemente perseguiti mediante l'automazione ed un approccio volto alla qualità ed alla condivisione dei beni; la massimizzazione dell'efficienza e la minimizzazione degli sprechi e dell'inquinamento; il ripudio dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo e degli altri esseri viventi; la realizzazione di un'effettiva condizione di giustizia e uguaglianza sociale; l'esaltazione dell'etica e dei valori della cooperazione, dell'altruismo e della verità.

Se siete arrivati fin qui nella lettura, vi chiedo di avere un po' di pazienza, prima di esprimere un giudizio, e di approfondire i dettagli di questa nuova concezione assai distante dall'usuale modo di vedere le cose.

Cercate di allontanare la mente dai condizionamenti che avete ricevuto nel corso della vostra vita ed immaginate di visitare, insieme a me, il pianeta dell'Antiterra, la cui esistenza è stata teorizzata dall'astronomo, matematico e filosofo greco antico Filolao, seguace dei Pitagorici. 

Stiamo parlando del decimo pianeta del sistema solare, posizionato sulla medesima orbita della Terra ma dalla parte diametralmente opposta rispetto ad essa, così che noi non riusciamo ad individuarlo perché la presenza del Sole ce ne preclude la vista, eclissandolo.

Io, che ho avuto il privilegio di visitarlo con gli occhi della mente, posso assicurarvi che quel pianeta è in tutto e per tutto identico alla Terra ma, a nostra differenza, i suoi abitanti, anch'essi umani proprio come noi, hanno organizzato una società su basi scientifico-razionali guardando al più nobile dei fini, vale a dire il raggiungimento del benessere di tutti gli esseri viventi.

Sull'Antiterra non ci sono grandi città, ma soltanto piccole comunità popolate da un migliaio di abitanti, o poco più. Gli edifici che compongono i paesi si combinano in modo armonioso con l'ambiente, tanto da abbellirlo.

La densità abitativa è bassa e si vive a diretto contatto con la grande bellezza della natura. Alberi, fiori e ruscelli decorano le vie. 

L'architettura dei paesi si sviluppa in modo concentrico: la parte più esterna, quella più vasta, è dedicata alla produzione del cibo e via via che ci si avvicina al centro del paese si possono trovare, in ordine: gli alloggi, le strutture adibite alla fornitura di beni e servizi e quelle finalizzate alla convivialità. 

Vi sono case progettate per ospitare da una sola persona ad un'intera famiglia, a seconda delle esigenze di ciascuno, ma non v'è traccia né di alberghi, né di grattacieli. 

Gli architetti dell'Antiterra hanno previsto una certa percentuale di abitazioni in più rispetto all'effettivo numero della popolazione locale, e queste strutture vengono utilizzate per accogliere temporaneamente i visitatori provenienti dalle altre comunità.

All'interno delle cittadine ci si sposta prevalentemente a piedi, percorrendo le vie colorate presenti nei paesi: gli abitanti dell'Antiterra non hanno fretta, perché dispongono di molto tempo libero.

Globalmente, invece, vi è una rete di collegamento basata su sistemi di trasporto pubblici ad emissioni zero, che consentono di spostarsi rapidamente tra le varie comunità sparse un po' per tutto il territorio. 

Se si vuole raggiungere un luogo che non è coperto dalla rete pubblica, ci si avvicina alla comunità più prossima alla meta, e si prosegue percorrendo “l'ultimo miglio” noleggiando gratuitamente uno dei mezzi di trasporto messi a disposizione di tutti.

Mi è stato spiegato che i luoghi di vita hanno assunto questa conformazione perché sono stati concepiti per assicurare le migliori condizioni psicofisiche dei loro abitanti.

Le piccole comunità integrate nel verde favoriscono la salute fisica e mentale, le relazioni umane vere e sincere, nonché il corretto sviluppo dei bambini, i quali possono arricchire la loro infanzia con dei genuini contenuti emozionali.

La vita in comunità favorisce lo sviluppo empatico, rinsalda i legami di fratellanza e lo spirito di cooperazione, e rende anche possibile la partecipazione diretta ai processi decisionali riguardanti la collettività.

Non v'è traccia di stati, nazioni, confini, razze, vi sono soltanto esseri umani che popolano l'Antiterra in modo sereno e pacifico. 

Così come le cellule di un organismo, che cooperano per mantenerlo in vita, ogni comunità agisce in sinergia con le altre per dar luogo ad un'unica armoniosa società globale.

Il segreto di questo grande successo risiede in un'innovativa concezione economica che mi accingo ad illustrarvi con grande impazienza per la prima volta: si tratta di un'economia basata sulle risorse, pianificata scientificamente ed in modo distribuito, che non fa uso né della moneta, né del mercato, né del baratto.   

Prima di procedere, converrà chiarire subito le finalità del modello economico adottato sull'Antiterra. 

Sostanzialmente, i loro economisti si sono posti un unico obiettivo: produrre e garantire a tutti gli esseri umani l'accesso gratuito a beni e servizi fondamentali di elevata qualità, in modo quanto più efficiente possibile, minimizzando al contempo il lavoro umano e l'impatto ambientale.

L'ho scritto tutto d'un fiato - passatemi il termine - ma è importante che sia così! 

Se preferite una formula più sintetica, vi posso dire che lo scopo è di dare a tutti il necessario per vivere in modo più che dignitoso, massimizzando il tempo libero ed assicurando la complessiva sostenibilità ambientale delle attività antropiche.

Il sistema che si occupa della produzione e della fornitura dei beni e dei servizi viene sinteticamente chiamato SMC, un acronimo che sta ad indicare i seguenti termini: Sistema di Mantenimento della Collettività. 

L'SMC è un sistema altamente automatizzato. Lo scopo principale dei lavoratori dell'Antiterra consiste nel far funzionare e nell'ottimizzare sempre più il SMC, perché il loro livello di benessere dipende in modo diretto dall'efficienza di quel sistema.

L'ideale, è di raggiungere progressivamente la Piena Disoccupazione (Sic!), pur fornendo gratuitamente a tutti beni e servizi di qualità, in modo che ogni individuo possa avere sempre più tempo libero per potersi dedicare a quelle attività che egli ritiene siano più opportune per essere felice. 

Gli psicologi dell'Antiterra sanno che non esiste un'unica ricetta per aggiungere la felicità e che ognuno deve percorrere il proprio percorso da sé. Per questo motivo, il compito del loro sistema socio-economico è di creare le condizioni affinché questo cammino alla ricerca del proprio sé possa effettivamente essere intrapreso da tutti.

La regola generale che gli abitanti dell'Antiterra si sono dati per caratterizzare il loro concetto di libertà individuale, recita che ogni azione compiuta da un individuo è lecita a patto che non diminuisca il benessere e la felicità degli altri esseri viventi. 

La loro etica è racchiusa in un semplice precetto morale: se ciò che intendo fare lascia inalterato, o accresce, il benessere e la felicità degli altri, allora posso agire, altrimenti no. 

Quando questa indicazione di massima non può trovare applicazione, gli abitanti dell'Antiterra cercano di fare in modo che il loro agire assicuri il maggior bene possibile, valutando caso per caso a seconda delle situazioni.

Vi sembrerà strano, ma quando ho chiesto di illustrarmi in dettaglio le loro leggi, mi sono sentito rispondere che ne avevano soltanto una, quella dell'amore, perché a loro avviso la legge dell'amore è l'unica legge fondamentale.

Questo non significa affatto che sull'Antiterra regni il caos, al contrario: il loro sistema socio-economico segue delle precise dinamiche e tutti gli individui vi prendono parte in modo attivo e volontario, nella consapevolezza di partecipare alla migliore organizzazione sociale resa possibile dal livello scientifico-tecnologico-spirituale raggiunto. 

Se da un lato vi sono dei compiti da svolgere, così come in ogni società, dall'altro il sistema è appositamente concepito per minimizzare sia il tempo da dedicare al lavoro che le eventuali conseguenze negative legate ai doveri sociali. 

Inoltre, l'organizzazione dell'Antiterra assicura a tutti le migliori condizioni possibili per potersi dedicare a ciò che rende davvero degna la vita di essere vissuta: arte, musica, letteratura, scienza, filosofia, sport, gioco, ozio, relazioni basate sull'amore e l'amicizia, e così via, a seconda del vero essere e della volontà di ciascuno. 

Questa ricompensa è così grande, che ogni individuo è ben disposto a ricoprire un ruolo all'interno del SMC, il quale richiede a tutti gli abitanti in età da lavoro di contribuire secondo le proprie capacità entro la più piccola parte di tempo necessaria per assicurare il suo miglior funzionamento generale.

A tal fine, l'economia viene appositamente pianificata su basi scientifico-razionali e vengono adottate ben volentieri soluzioni finalizzate all'eliminazione del lavoro oggettivamente inutile, dannoso e inessenziale.

In primo luogo, tutte le attività che possono essere ragionevolmente e convenientemente svolte da automazioni, quali robot e software dotati di intelligenza artificiale, vengono prontamente automatizzate.

Siccome l'economia è pianificata per fornire a tutti beni e servizi gratuitamente, l'automazione del lavoro è una cosa ben vista dalla collettività, perché non causa alcun problema sociale. Così come è ben vista ogni altra strategia volta alla diminuzione di lavoro inutile e all'eliminazione di quello dannoso. 

Analoghe dinamiche accadono per quanto riguarda la produzione dei beni materiali. Di conseguenza, non è presente neanche mezza fabbrica di armi da guerra e non ci sono eserciti, perché sprecare tempo, risorse ed energia per realizzare ed utilizzare oggetti al fine di uccidersi a vicenda è considerata un'attività folle che non ha ragion d'essere.

Dato che sull'Antiterra produrre non è una questione di competitività, costi e ricavi, ma è una scelta arbitraria vincolata alla disponibilità di risorse e alla sostenibilità ambientale, realizzare beni durevoli e di elevata qualità, nel lungo periodo, rappresenta l'approccio più efficiente. 

Per questo motivo, tutti gli oggetti sono appositamente progettati per durare il più a lungo possibile, per essere facilmente riparati in caso di guasti, e per essere aggiornati, qualora il loro processo di sviluppo tecnologico non si sia ancora consolidato nel tempo.

Cerchiamo di chiarire questi concetti con alcuni esempi. Gli abitanti dell'Antiterra non hanno un PC a testa, che si guasta e deve essere ricomprato mediamente ogni 2-3 anni, possiedono però dei monitor dotati di una connessione rapida.

Questi dispositivi consentono ad ogni abitante di accedere ad un proprio spazio virtuale, che sfrutta le risorse computazionali dei vari centri di calcolo presenti sul territorio. 

Così facendo, ogni incremento prestazionale dei centri di calcolo si ripercuote positivamente sugli utilizzatori, senza dover gettare e ricomprare i dispositivi dati in dotazione alla popolazione. Inoltre, si ottimizza l'utilizzo delle risorse computazionali disponibili, minimizzando la potenza di calcolo complessiva necessaria per soddisfare le necessità di tutti.

Gli elettrodomestici, invece, che hanno una tecnologia consolidata, sono stati realizzati al massimo delle possibilità concesse dalla tecnica, ed è stato stimato che abbiano un'aspettativa di vita media di centinaia di anni, senza incorrere in alcun guasto.

Attraverso un uso condiviso, applicato con ragionevolezza ove ritenuto utile, è stato possibile produrre il minor numero di beni per soddisfare la necessità di elettrodomestici dell'intera popolazione, e la produzione di questi beni si è ormai arrestata diversi anni fa. 

Simili soluzioni rappresentano la normalità sull'Antiterra, perché una volta che ci si svincola dalle logiche di profitto, ci si accorge immediatamente che non ha alcun senso produrre oggetti che si rompono allo scadere della garanzia, dal momento che quei medesimi beni possono essere realizzati per durare molto più a lungo, e non ha senso neanche realizzare oggetti di scarsa qualità, o che non possono essere né riparati né aggiornati, in caso di necessità. 

Inoltre, i prodotti e i servizi messi a disposizione dal SMC vengono utilizzati dagli stessi membri della società che contribuiscono a svilupparli e fornirli con il frutto del proprio lavoro; pertanto, la strategia di impiegare risorse, tempo ed energia, puntando sulla qualità, collima perfettamente anche con la volontà degli utilizzatori finali, ovvero soddisfa l'interesse generale. 

Sull'Antiterra non esiste la pubblicità, perché condizionare mentalmente gli individui per spingerli a consumare il più possibile non è affatto necessario per il funzionamento del loro sistema economico, oltre ad essere considerato un atto dannoso e criminale.


Quando si ha bisogno di un bene o di un servizio, si consulta volontariamente un apposito sito web del SMC, dove ognuno può individuare ciò di cui ha bisogno. 

Oltre a ciò, si può richiedere una miglioria, segnalare un difetto o un problema riscontrato nell'utilizzo di un prodotto, e si può proporre la messa in produzione di nuovi oggetti, qualora non fossero presenti.

Quando ho spiegato agli abitanti dell'Antiterra che nell'economia capitalistica l'obsolescenza programmata rappresenta la “normalità” e che lo scopo è di fornire a tutti il maggior numero di beni possibili, perché ciò consente di realizzare dei lauti profitti, mi sono sentito dire che, a loro avviso, chi organizza la nostra economia avrebbe bisogno di farsi curare da uno psichiatra e noi non dovremmo essere disposti a produrre e utilizzare oggetti di bassa qualità in numero superiore al necessario.

Sull'Antiterra non c'è traccia dell'assurdo fenomeno dell'obsolescenza programmata, perché la sua implementazione peggiorerebbe l'efficienza del sistema, scontenterebbe i consumatori e incrementerebbe inutilmente sia il lavoro che l'impatto ambientale. Tutto ciò non sarebbe affatto tollerato dai lavoratori, che non sarebbero disposti a prender parte ad una dinamica così folle.

Da un punto di vista economico, i beni e i servizi prodotti e messi a disposizione dal SMC possono essere effettivamente realizzati al massimo delle possibilità concesse dalla tecnica, perché l'economia pianificata non risente in alcun modo delle distorsioni e delle limitazioni dovute ad un sistema economico basato sul denaro, sul profitto e sulle leggi di mercato.

Sull'Antiterra ogni individuo dispone di alcuni beni personali e può utilizzarne degli altri in modo condiviso. 

Ciò accade per una questione di efficienza. Del resto, non avrebbe alcun senso fornire un oggetto a persona, se poi questo restasse inutilizzato per la maggior parte del tempo. 

Perché produrre una lavatrice per ogni abitazione, se per soddisfare i bisogni di tutti è sufficiente una lavatrice ogni 30 abitanti? E per quale motivo bisognerebbe avere un'automobile a testa, se poi tutti quei veicoli restassero immobili per oltre il 90% del tempo della loro vita?

È molto più ragionevole ed efficiente realizzare un certo numero di beni da utilizzare in comune, in quantità commisurate alle effettive necessità della popolazione.

Condividere i beni consente di produrre un minor numero di cose soddisfacendo i bisogni del medesimo numero di persone, perché l'uso condiviso minimizza i tempi di inutilizzo.

Il tutto a vantaggio della collettività, che può lavorare e inquinare di meno, pur disponendo dei medesimi servizi, avendo così più tempo libero per vivere la vita in un ambiente più sano.

Ormai l'avrete capito, sull'Antiterra non esiste il concetto di proprietà privata: i frutti sono di tutti e le risorse di nessuno.

A loro avviso, le risorse devono essere suddivise equamente con tutti i membri delle comunità, ed il loro impiego dev'essere finalizzato alle vere necessità di tutti gli esseri viventi; per questo motivo, nessuno può arrogarsi il diritto di sfruttarle per inseguire degli egoistici fini di profitto individuale. 

Le materie prime vengono trasformate all'interno del SMC per soddisfare i reali bisogni della collettività, senza alcun privilegio. La stessa concezione è riservata anche ai mezzi di produzione: non ci sono capitalisti che possiedono aziende, fabbriche e macchinari, ma soltanto un sistema della collettività all'interno del quale si agisce per il bene della collettività.

Nei confronti dei beni messi a disposizione di tutti vige il concetto di “uso esclusivo temporaneo”. Questo significa che quando si ha bisogno di un bene, si ha diritto ad utilizzare quel bene come se fosse il proprio, fin quando se ne ha un'effettiva necessità.

In alcuni casi, come accade ad esempio per le abitazioni e per alcuni capi di vestiario, l'utilizzo esclusivo può durare anche per tutta la vita. Ma al termine dell'esistenza di ogni individuo, tutti i beni ritornano alla collettività.

In generale, non esistono né lasciti, né eredità, salvo che per alcuni beni rispetto ai quali si è sviluppato un legame affettivo. 

Ad esempio, ci sono alcune famiglie che continuano ad abitare nelle medesime abitazioni da generazioni, e non di rado figli e nipoti conservano oggetti appartenuti a genitori e nonni... tutto ciò, e molto altro che rientra all'interno delle più ragionevoli norme di buon senso, è ovviamente consentito e non viola in alcun modo la regola dell'assenza di proprietà. 

Quando un cittadino ha bisogno di usufruire di un servizio, si reca in uno degli appositi centri del SMC adibiti alla fornitura di quella prestazione e può usufruirne gratuitamente. Il funzionamento è analogo a quello di un usuale servizio pubblico gratuito.

Per quanto anticipato in precedenza, la gestione dei beni risulta leggermente differente: anche in questo caso è il SMC che provvede alla fornitura dei beni di cui ogni essere umano ha effettivamente bisogno, ma il funzionamento è analogo a quello di un noleggio gratuito.

In altre parole, quando un cittadino necessità di un oggetto, si reca in uno degli appositi centri del SMC adibiti alla distribuzione dei beni, lo preleva e ne usufruisce fin quando lo ritiene opportuno. 

Non appena non si ha più una reale necessità nei confronti di un certo bene, si ha il dovere di restituirlo prontamente al SMC, in modo tale che possa essere messo a disposizione degli altri membri della collettività.

Ora, se per produrre e distribuire beni e servizi non è richiesto alcun prezzo, perché la produzione è pianificata sulle esigenze degli individui e le risorse del pianeta sono considerate di proprietà collettiva, e se non ci sono interazioni di tipo economico tra gli utilizzatori, perché le interazioni avvengono tra SMC ed esseri umani (e viceversa),  i quali prendono e restituiscono i beni e usufruiscono dei servizi, è evidente il perché gli abitanti dell'Antiterra non necessitino né di denaro, né di mercato e non ricorrano neanche al baratto per procurarsi ciò di cui hanno bisogno.

In un certo senso, è come se tutto fosse già pagato, perché è il SMC che si procura le risorse, le trasforma e mette a disposizione di tutti beni e servizi. 

Quindi, per costruzione, i fruitori finali non hanno alcuna necessità di intraprendere alcuna attività economica: devono soltanto contribuire con le loro capacità al funzionamento del SMC, nei termini e con le modalità che illustreremo in dettaglio più avanti.

Ulteriore onere a carico del SMC riguarda la riparazione, la sostituzione, il riuso, il riciclaggio e lo smaltimento, dei beni guasti, difettosi, obsoleti e, più in generale, di tutti gli scarti, le emissioni nocive e i rifiuti prodotti dalla società. 

In linea di principio, sono fortemente preferiti materiali eco-compatibili ed eco-sostenibili. Quando ciò non è possibile per ragioni tecniche, si presta particolare attenzione ad evitare che si verifichino sprechi ed eventuali danni ambientali.

Tutte le emissioni e gli scarti dovuti ai processi produttivi vengono accuratamente filtrati, processati e trattati in modo da non inquinare l'ambiente. 

Non esistendo alcun problema di "mancanza di denaro", e tanto meno questioni di costi/ricavi finalizzate al profitto, ogni misura volta a preservare la salubrità dell'ecosistema può essere effettivamente attuata. 

Inoltre, dal punto di vista degli abitanti dell'Antiterra, inquinare l'ambiente significherebbe compromettere la salute di tutti gli esseri viventi, attuando una sorta di lento suicidio collettivo: una pratica del tutto incompatibile con la loro etica.

Per analoghi motivi, l'energia è interamente prodotta sfruttando fonti pulite e rinnovabili, nel rispetto dell'ambiente. Del resto, sarebbe assurdo utilizzare fonti non rinnovabili e inquinanti in presenza di alternative prive di tali difetti.

Un impiego combinato di idroelettrico, geotermico, solare ed eolico, è più che sufficiente a soddisfare le necessità della collettività.

In questo modo aria, acqua e terra, sono rimaste pure ed incontaminate, così come il cibo, che viene prodotto senza alcun utilizzo di sostanze dannose, né per l'ambiente, né per gli esseri umani. 

Dal punto di vista degli abitanti dell'Antiterra, distribuire alimenti che, per qual si voglia ragione, incrementassero, in qual si voglia misura, l'incidenza delle malattie, sarebbe considerato un crimine contro l'umanità, e dovrebbe esserlo anche ai nostri occhi, aggiungo.

Quando ho chiesto loro che tipo di alimentazione adottassero, mi hanno spiegato che allevare e uccidere animali per nutrirsi non sarebbe stata una scelta adatta ad esseri dotati di empatia e sensibilità, avrebbe avuto un maggior impatto ambientale rispetto ad una dieta vegetale e avrebbe compromesso le condizioni di salute dell'umanità.

Per questo motivo, su tutto il pianeta, vige una dieta esclusivamente basata su alimenti di tipo vegetale auto-prodotti per auto-consumo in ogni comunità, in modo biologico e a chilometro zero. 

Ognuno può rifornirsi di cibo dai vari distributori ed è libero di  consumare i propri pasti dove preferisce, all'aperto o nell'intimità della sua abitazione. Di norma, però, le persone si recano nelle cucine pubbliche presenti nelle comunità e mangiano allegramente in compagnia.

Salvo rare eccezioni, tutti gli abitanti dell'Antiterra dedicano parte del loro tempo libero ad un qualche genere di attività sportiva.

Il fatto di condurre una vita sana, nel senso più ampio del termine, al riparo da povertà, stress e costrizioni, unitamente alla qualità delle relazioni umane ed alla possibilità di poter dedicare la maggior parte del tempo a ciò che si ama fare, si ripercuote positivamente sulle condizioni di salute della popolazione.

Di conseguenza, l'aspettativa di vita media è di 120 anni, ed anche gli anziani si mantengono in forze e in salute. L'approccio medico, dedito alla prevenzione, ha ridotto drasticamente la necessità di farmaci e il ricorso ad interventi chirurgici. Ciò nonostante, la ricerca in ambito medico non è stata affatto abbandonata. 

Siccome non esistono case farmaceutiche private i cui azionisti vogliono arricchirsi sfruttando le malattie, le terapie proposte ristabiliscono rapidamente la salute dei pazienti, perché lo scopo è soltanto quello di guarire le persone e non di fare soldi sulle disgrazie della gente.


Il numero di ospedali è commisurato alle esigenze della popolazione e i centri medici sono dotati dei migliori ritrovati tecnologici, così che chiunque possa ricevere le cure più efficaci, in caso di necessità.

Per comprendere più in profondità il sistema economico adottato sull'Antiterra, e scoprire come sia possibile che il SMC riesca ad assicurare un simile tenore di vita a tutti gli abitanti, è necessario specificare ulteriormente il funzionamento della loro organizzazione economica, in relazione alle risorse presenti sul pianeta ed alle esigenze degli esseri umani.

Mi scuso con il lettore se parlando del SMC ho dato l'impressione che si trattasse di una sorta di luogo unico. 

In realtà, non è affatto così: idealmente il SMC, nel suo complesso, può anche essere concepito come un unico ente, ma concretamente è composto da varie strutture distribuite in ogni comunità. 


Per questo motivo, si può parlare di SMC locali, la cui unione dà origine ad un unico SMC globale.

Di fatto, si hanno tanti SMC locali quante sono le comunità e tutti questi SMC locali interagiscono tra loro in modo sinergico per assicurare il miglior funzionamento del SMC globale, un po' come accade per Internet, o per le cellule di un organismo, se preferite. 

Gli SMC locali si occupano della propria comunità, ma scambiano anche tra loro informazioni, risorse, beni e servizi, al fine di soddisfare i bisogni degli abitanti dell'intera società globale.

L'economia dell'Antiterra non è pianificata in modo centralizzato, ma in modo localizzato e distribuito, nel senso e con le modalità che mi accingo a precisare nel prosieguo della trattazione. 

Le comunità locali sono autosufficienti per quanto riguarda i beni ed i servizi di base e gestiscono interamente la pianificazione del SMC locale. 

In generale, vale la seguente norma: entro i limiti del fisicamente possibile, tutto ciò che è ragionevole e conveniente produrre a livello locale, dev'essere prodotto a livello locale. 

Quando ciò non è possibile, o non è conveniente, le comunità cooperano via via su circoscrizioni sempre più ampie, coinvolgendo le altre comunità, a seconda dello scopo da raggiungere. 

Ciò avviene facendo interagire i vari SMC locali, un po' come accade in una rete di calcolatori.

Storicamente parlando, nelle prime fasi della pianificazione economica, gli abitanti dell'Antiterra si sono accordati su di un insieme di beni e servizi da garantire all'intera collettività, effettuando valutazioni sulla base dell'effettiva utilità di ciò che sarebbero andati a produrre e fornire, delle risorse disponibili e della sostenibilità derivante dal loro utilizzo. 

Successivamente, il SMC è stato organizzato in modo da rendere disponibile questo insieme di beni e servizi per tutti.

Un'economia pianificata non ha bisogno di inseguire una crescita infinita per evitare di fallire. 


Per questo motivo, inizialmente il sistema economico dell'Antiterra è cresciuto, perché l'insieme di beni e servizi forniti è aumentato, ma una volta raggiungi i limiti fisici che sancivano la complessiva sostenibilità ambientale, il sistema ha cessato di crescere e l'economia è diventata stazionaria. 

Da quel momento in poi, ogni eventuale modifica alla pianificazione dell'economia è avvenuta a parità di impatto ambientale.

Il perché di questa scelta dovrebbe essere ovvio: una volta raggiunti i limiti fisici dovuti alla finitezza del pianeta sul quale si abita, si può soltanto scegliere cosa produrre, con quale modalità e in quali quantità, cercando di ottimizzare al meglio le variabili in gioco. 

Volenti o nolenti, questo è il massimo che si può fare all'interno di un mondo finito, se si vuole assicurare a tutti delle comparabili condizioni di benessere materiale senza compromettere l'ecosistema, così com'è giusto e doveroso che sia.

In merito all'ipotesi di stazionarietà, ho chiesto agli economisti dell'Antiterra come fossero riusciti ad evitare la crescita economica in caso di aumento della popolazione. Mi è stato risposto che il numero degli individui presenti sull'Antiterra è mantenuto su di un livello tale da garantire la complessiva sostenibilità.

Quel valore dipende chiaramente dall'organizzazione del sistema, dalla sua efficienza, dalle conoscenze scientifiche-tecnologiche disponibili e dal tenore di vita che si intende assicurare a tutti i membri della collettività, e può essere incrementato ogni qual volta si riescono ad attuare degli incrementi di efficienza o, più in generale, ad escogitare delle soluzioni per diminuire l'impatto ambientale relativo alle attività antropiche a parità di benessere sociale.

Per fare in modo che la popolazione non aumenti in quantità, le donne hanno accettato di avere, in media, un numero inferiore a 2,1 figli a testa, perché, com'è noto, quel valore stabilisce il livello di nascite che consente alla popolazione umana di riprodursi mantenendo costante la propria struttura demografica.

Non tutte le donne però hanno dei figli (ed inoltre è chiaramente impossibile avere esattamente 2,1 figli!), così chi desidera una famiglia più numerosa rispetto alla media, può rendere pubblica la propria volontà iscrivendosi in un apposito registro per ottenere un'autorizzazione. 

La medesima autorizzazione viene concessa anche quando gli incrementi di efficienza del SMC consentono un aumento della popolazione a parità di impatto ambientale e di qualità della vita.

Per evitare favoritismi, le donne che possono eccedere la suddetta regola vengono estratte a sorte. 

Sull'Antiterra non esistono matrimoni: uomini e donne trascorrono insieme il loro tempo solo quando vi è una reale volontà. Alcune coppie durano per tutta la vita e abitano nella stessa casa, altre invece vivono in abitazioni separate e condividono solo alcuni periodi delle loro esistenze. 

Ci sono donne/uomini che hanno contemporaneamente relazioni con più uomini/donne, ed altre/i no: tutto ciò avviene nel pieno rispetto della volontà degli individui e non desta alcuno scandalo. 

Gli abitanti dell'Antiterra adottano un nuovo modello di democrazia: si tratta di una concezione in parte partecipativa, per quanto riguarda le questioni locali, ed in parte rappresentativa, per il coordinamento delle attività da svolgere con i vari distretti territoriali via via più ampi.

A loro avviso, più il potere si allontana dal popolo e assume connotazioni elitarie, più diviene pericoloso e dannoso per l'umanità. 

Per questo motivo hanno cercato di distribuire, suddividere e localizzare il potere, per quanto possibile, ed hanno adottato un sistema decisionale che va dal basso verso l'alto e non dall'alto verso il basso, come invece accade usualmente sulla Terra. 

Di fatto, ogni comunità ha un proprio consiglio nel quale chiunque è invitato a partecipare. Il suo compito principale consiste nella gestione delle problematiche locali. Vi sono poi dei consigli a livello regionale, nazionale, continentale e mondiale, composti da rappresentanti incaricati dai membri delle comunità.

Questi organi hanno il compito di favorire l'esecuzione delle volontà espresse dalle comunità locali, ogni qual volta vi sia la necessità di coordinarsi e cooperare per raggiungere degli obiettivi d'interesse comune che non possono essere realizzati a livello locale. 

Tutte le discussioni e le decisioni sono pubbliche, ad ogni livello, e in ogni caso possono essere visionate e valutate dalla popolazione mediante un'apposita piattaforma digitale che consente di esprimere critiche e giudizi e di proporre delle migliorie.


I rappresentanti delle varie comunità vengono scelti di volta in volta per le loro qualità etiche e per la loro autorevolezza, a seconda degli obiettivi che s'intendono raggiungere. 

In ogni caso, gli incarichi sono temporanei e sono subordinati agli scopi che ci si è prefissati.

Così facendo il potere non risulta centralizzato, ma fortemente distribuito. Le decisioni non vengono prese dall'alto per poi essere imposte verso il basso, ma sono trasversali rispetto ai vari livelli. 

Il volere non è un volere elitario imposto alla massa, ma un volere comune attuato mediante un coordinamento rappresentativo minoritario che funge da tramite e mediatore tra i centri locali.

Anche la gestione del SMC è altamente automatizzata e si avvale di una rete di calcolatori dedicata e di appositi sistemi informatici sviluppati per regolare la pianificazione in vista del benessere collettivo.

Ogni proposta volta a modificare le attività del SMC deve essere esclusivamente finalizzata al miglioramento delle condizioni di vita di tutti i membri della società, e deve essere studiata con i metodi della scienza, al fine di stabilirne la fattibilità, le conseguenze a livello sociale e la complessiva sostenibilità.

Le modifiche devono essere motivate con dimostrazioni matematiche e accurate simulazioni fisiche. Una volta validata dagli esperti, ogni modifica resa possibile da idee, tecniche o scoperte innovative, viene prontamente comunicata e introdotta in ogni comunità interessata, in modo che i nuovi standard migliorino le condizioni di vita di tutti.

Di norma, ogni comunità è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico, idrico e alimentare, ed anche per quanto riguarda la produzione e la fornitura di beni e servizi di base. 

Oltre a ciò, le comunità si specializzano in un qualche genere di settore, in modo tale che i loro membri dedichino le proprie energie a delle ulteriori attività con finalità volte all'utilità collettiva. 

Questo significa che una parte del contributo lavorativo di ogni comunità è messa a disposizione in modo disinteressato dell'intera umanità. 

Così facendo, hanno origine varie tipologie di comunità, ognuna con il proprio ruolo specifico, si pensi pure alla produzione di particolari apparati tecnologici, alla formazione universitaria, alla ricerca scientifica, alla cura degli individui e così via... e tutto ciò, nel suo complesso, contribuisce alla formazione della rete di SMC locali, ovvero alla nascita del SMC globale.

Il prodotto delle attività dei vari SMC locali confluisce nel SMC globale che, nel suo complesso, provvede a garantire a tutte le comunità quei beni e quei servizi che, per qual si voglia motivo, non vengono prodotti autonomamente e in modo localizzato in ogni cittadina, perché magari non è possibile o non è conveniente farlo. 

Per costruzione, il SMC globale è un sistema fortemente cooperativo, che mette a disposizione degli SMC locali ciò di cui hanno bisogno, che si tratti di risorse, beni, servizi o informazioni.

L'incontro tra le esigenze degli esseri umani delle varie comunità e la produzione di beni e servizi è garantito da una pianificazione scientifica che si avvale dei moderni strumenti tecnologici, attraverso i quali si possono tenere in considerazione tutte le informazioni fondamentali per ottenere una perfetta pianificazione.  

Il maggior pregio dell'economia pianificata è che la bontà dei risultati economici conseguiti dal sistema dipende dalla bontà della pianificazione. Questo significa che migliorando la pianificazione si possono  ottenere risultati via via migliori. 

Contrariamente a quanto qualcuno potrebbe ingenuamente pensare, la pianificazione economica adottata sull'Antiterra non è affatto rigida e non dice ad ogni individuo quali azioni deve eseguire, piuttosto suggerisce dei fini da raggiungere.

Inoltre, non è necessariamente standardizzata e non tutti i beni debbono essere prodotti in anticipo sulla base di previsioni. Vi spiego subito come sia possibile.

In primo luogo, una parte delle risorse del sistema è stata riservata a situazioni di emergenza e ad attività che scaturiscono dalle idee dei singoli e che non sono già state introdotte nella pianificazione. 

Così facendo, se qualcuno intende realizzare un progetto e un agglomerato di comunità locali ritiene che quell'iniziativa sia positiva, l'idea può essere attuata, a patto che si dimostri essere fisicamente ammissibile.

Ciò spezza la rigidità della pianificazione, e consente di risolvere gli imprevisti e di partecipare in modo creativo ed innovativo con idee utili di interesse generale.

In secondo luogo, la standardizzazione e la produzione previsionale di alcuni beni è stata evitata, laddove lo si è ritenuto vantaggioso, utilizzando i moderni ritrovati tecnologici, quali ad esempio negozi virtuali e fabbriche robotizzate. 

Più concretamente, si pensi alla produzione di scarpe per una comunità. Invece di produrre in anticipo un certo numero, di alcuni modelli, in tot misure, si può dire alle persone di avere diritto ad un paio di scarpe e si può invitarle a ideare la propria scarpa ideale avvalendosi di un apposito software messo a disposizione da un negozio virtuale.

Una volta che l'utilizzatore ha concepito la sua scarpa ideale, e ha inviato l'ordine, una catena di montaggio robotizzata provvede a produrre e spedire al destinatario esattamente il modello che desiderava. 

Inviando una scansione della pianta del piede, si ha anche la certezza di ricevere delle scarpe personalizzate dalla calzata perfetta.

Ciò è tecnicamente possibile grazie alla robotica, perché la medesima catena di produzione è talmente “flessibile” da riuscire a costruire qualsiasi tipo di scarpa progettata virtualmente dall'utente.   

Gli eclatanti vantaggi della seconda strategia illustrata dovrebbero essere evidenti: nel primo caso, c'è il grande rischio di sbagliare le previsioni, e quindi di produrre scarpe in numero maggiore o minore rispetto alle reali necessità, e vi è anche l'assoluta certezza di scontentare gli utilizzatori finali, costringendo gli individui ad utilizzare scarpe che magari non piacciono e/o sono scomode; nel secondo caso, invece, la produzione è esattamente tarata sulle reali esigenze di tutti i membri della collettività, non ci sono sprechi di alcun genere, né utilizzatori scontenti dei prodotti ricevuti. 

Chiaramente, tutti i beni che non possono essere realizzati, o che non è ragionevole produrre, in tempo reale, in modo personalizzato e su richiesta, vengono inclusi nella pianificazione standard e la loro produzione avviene sulla base di statistiche di consumo e modelli previsionali con il supporto di simulazioni fisico-matematiche, in modo da ottimizzare i processi economici e la soddisfazione degli utilizzatori finali. 

Complessivamente, l'accuratezza della pianificazione economica raggiunta sull'Antiterra è davvero eclatante ed il livello di soddisfazione dei fruitori è decisamente superiore a tutto ciò che è stato raggiunto sulla Terra, perché i moderni ritrovati tecnologici consentono di acquisire dati in modo assai accurato ed in tempo reale relativamente alla disponibilità di risorse, ai bisogni degli individui, ai consumi reali, ai suggerimenti per migliorare beni e servizi e, più in generale, rispetto a tutto quello che concerne le attività antropiche.

Le moderne reti di calcolatori permettono di elaborare e valutare in tempi ragionevoli accuratissime strategie di pianificazione. E i nuovi sistemi produttivi, virtualizzati ed altamente flessibili, che agiscono solo all'occorrenza, consentono di risparmiare tempo, risorse ed evitare la standardizzazione dei beni.

Inoltre, nell'economia pianificata ci si può liberare dalle eclatanti distorsioni e dalle illusorie limitazioni metafisiche imposte dalle logiche del profitto, e si può mettere in atto tutto ciò che è effettivamente possibile, e non più solo ciò che è economicamente ammissibile, perché nei sistemi totalmente pianificati il dominio del fisicamente possibile torna a coincidere con ciò che è economicamente ammissibile e cessa d'essere un suo sottoinsieme proprio, come invece accade all'interno dalla risibile economia capitalistica, dove tutte quelle attività utili e fattibili che sfortunatamente non assicurano un ritorno economico tale da giustificare gli investimenti effettuati non possono essere attuate.

Gli economisti dell'Antiterra sono rimasti sbigottiti, quando ho raccontato loro che sulla Terra ci sono molte persone povere e che non possiamo costruire ospedali per tutti, non perché manchino il cibo, le risorse o la forza lavoro, ma perché i poveri non hanno denaro e i politici ci dicono che "non ci sono soldi a sufficienza", nonostante il denaro sia creato ex nihilo, ovvero dal nulla.

In conclusione, la mole e l'accuratezza delle informazioni disponibili, unitamente all'elevata capacità di calcolo delle moderne reti di calcolatori, alla flessibilità dell'organizzazione economica, alla dedizione rispetto l'efficienza e all'impiego delle automazioni, consentono complessivamente di pianificare l'economia in modo così preciso e puntuale da ottenere una perfetta allocazione delle risorse, unitamente alla perfetta soddisfazione dei fruitori dei beni e dei servizi, ed alla minimizzazione degli sprechi di materie prime e di lavoro umano. E tutto ciò ha luogo nel massimo rispetto dell'interesse generale.

In cambio dell'accesso ai beni ed ai servizi prodotti dal SMC, tutti gli abitanti dell'Antiterra sono tenuti a cooperare per assicurare il suo miglior funzionamento, dedicando un po' del loro tempo a quel sistema che assicura a tutta l'umanità il massimo del benessere materiale e del tempo libero resi possibili dallo sviluppo scientifico-tecnologico raggiunto e dai limiti inviolabili dovuti alla finitezza del pianeta.

Il tempo di vita che ogni individuo in età lavorativa è tenuto a dedicare al funzionamento del SMC è sinteticamente detto OCN, un acronimo che sta ad indicare i seguenti termini: Orario di Contribuzione Necessario. 

Tenuto conto di tutte le indicazioni fin qui esposte, è evidente che l'OCN risulti il più basso possibile, perché l'eliminazione di tutto il lavoro superfluo e/o dannoso, l'automazione delle attività lavorative, la realizzazione di beni riparabili di elevata qualità e l'impiego condiviso degli oggetti, contribuiscono a minimizzare il montate delle ore di lavoro umano richieste per il funzionamento del SMC, vale a dire di quel sistema che garantisce il pieno accesso ad ogni individuo a beni e servizi di elevata qualità.

Questo significa che l'organizzazione socio-economica dell'Antiterra minimizza l'obbligo di lavorare, pur assicurando a tutti le migliori condizioni di vita possibili.

Il lavoro umano residuo, che per qual si voglia motivo non può essere automatizzato, viene equamente distribuito su tutta la popolazione attiva in età da lavoro, adottando dei criteri razionali che tengono in considerazione le condizioni di felicità e benessere dei lavoratori.

Ne consegue che non può esistere alcun problema sociale relativo alla disoccupazione.

L'assegnazione dei compiti indispensabili per il funzionamento del SMC avviene considerando la volontà, le effettive capacità ed il grado di soddisfazione che ogni individuo manifesta rispetto ai suddetti ruoli. 

Concretamente parlando, tutti i membri della società comunicano una lista ordinata di preferenze e competenze certificate, che il SMC consulta ogni qual volta vi sia la necessità di assegnare del lavoro da svolgere all'interno del SMC. 

È inoltre previsto un sistema di feedback, mediante il quale chiunque può segnalare problematiche personali o relative al sistema, suggerimenti e migliorie di varia natura.

In ogni caso, l'obiettivo è di minimizzare gli effetti negativi dovuti alle attività lavorative, pur tenendo conto delle effettive necessità del SMC. 

In questo modo, il SMC massimizza scientificamente l'appagamento e la soddisfazione dei lavoratori, avendo cura di attuare tutte le strategie utili a tal fine. 

Ad esempio, i compiti detestabili, che non possono essere totalmente automatizzati, sono portati a termine con dei meccanismi di turnazione, cooperando ed impiegando tutti gli strumenti forniti dalla tecnica per agevolarne lo svolgimento... e così via.

Vorrei ora puntualizzare un fatto fondamentale: fin quando non esisteranno degli automi in grado di replicare tutte le capacità umane, ogni società dovrà ricorrere ad una certa quantità di lavoro umano per soddisfare i bisogni dei suoi membri, ma a differenze delle altre organizzazioni sociali, sull'Antiterra si è compiuta una svolta epocale, perché il SMC non solo minimizza scientificamente il lavoro umano, ma è anche organizzato in modo da trarre dei benefici dal verificarsi di eventuali incrementi di disoccupazione. 

Se infatti la maggior parte del lavoro è “scaricato” sulle automazioni, ed il residuo dei compiti che devono essere svolti dagli umani è ripartito in modo equo tra tutti i membri della società, ed al contempo i beni ed i servizi prodotti dal sistema sono messi a disposizione di tutti in modo gratuito, perché sono considerati il frutto comune della trasformazione delle risorse dell'Antiterra e sono ottenuti grazie alla cooperazione degli esseri umani per gli esseri umani, è oltremodo chiaro che eliminare il lavoro umano, ovvero ottenere la piena disoccupazione, lungi dall'essere un terrificante problema sociale, rappresenta una condizione auspicabile da ricercare. 

Per la prima volta è stato ideato un sistema che non solo minimizza gli obblighi e la privazione di libertà derivanti dallo svolgimento delle attività economiche, ma che assicura un vantaggio collettivo ad ogni diminuzione di lavoro umano. 

In questa nuova ottica, infatti, ogni riduzione di OCN deriva da un'ottimizzazione del SMC e ciò, in ultima analisi, significa che è stato effettuato un incremento dell'efficienza del sistema stesso. 

Poiché maggiore efficienza si traduce in maggiore libertà con una disponibilità qualitativa e quantitativa non inferiore di beni e servizi, è evidente che una società retta sulle logiche adottate dal SMC innesca un meccanismo virtuoso che stimola la collettività ad adoperarsi per l'ottenimento di continui incrementi di libertà.

Per quanto paradossale possa sembrare, grazie al SMC l'obiettivo comune a livello sociale può effettivamente diventare quello di ottenere la piena disoccupazione, consentendo così di portare a compimento l'ideale utopistico dell'emancipazione dell'umanità dal lavoro.

In altre parole, il SMC è un sistema appositamente concepito per concretizzare la possibilità di diminuire progressivamente l'obbligo dovuto al lavoro, fino ad arrivare alla sua totale eliminazione, pur continuando ad assicurare a tutti il più alto tenore di vita possibile.

Dato l'attuale sviluppo tecnologico, l'OCN sull'Antiterra è già pari a 3 ore al dì lavorativo, con 1 giorno di riposo ogni 3 di lavoro. 

Inoltre, è stato stabilito che nessun individuo possa essere obbligato a dedicare alle attività richieste dal SMC un tempo superiore all'OCN, e che in condizioni non emergenziali per nessuna ragione l'OCN debba superare le 4 ore di lavoro al dì: questo è quanto sancisce il diritto inalienabile al tempo per l'esistenza. 

La tendenza generale, dovuta alle continue migliorie apportate al SMC, vede una progressiva diminuzione dell'OCN, accompagnata dall'incremento della qualità della vita e del tempo libero che ognuno può impiegare come preferisce nel rispetto degli altri esseri viventi.

Si prevede che nel corso dei prossimi decenni l'OCN tenderà allo zero, e forse potrà persino raggiungerlo, ammesso che gli scienziati dell'Antiterra riusciranno effettivamente ad ottenere una totale automatizzazione dei processi di produzione e fornitura di beni e servizi. 

Ciò sarà possibile solo quando il SMC diventerà completamente automatizzato ed autosufficiente grazie alla robotica e all'intelligenza artificiale, e potrà così provvedere a soddisfare le esigenze degli esseri umani in modo autonomo. 

Tutto ciò può essere attuato senza alcuna ripercussione negativa per gli abitanti dell'Antiterra, perché la loro organizzazione sociale consente di incrementare il tempo libero compatibilmente con l'interesse generale. 

Sulla Terra lo scopo non è mai stato di adottare le strategie più adatte per minimizzare il lavoro umano senza indurre il verificarsi di criticità sociali, non perché ciò non fosse possibile, ma perché le logiche del sistema erano finalizzate a tutt'altro genere di obiettivi, e malauguratamente ciò che ne conseguiva risultava incompatibile con questa auspicabile finalità.

Nella società capitalistica, una diminuzione di lavoro umano genera crisi, fame e disperazione, a causa della disoccupazione e della relativa mancanza di consumo, mentre all'opposto la crescita dell'economia dà lavoro, ma compromette sempre più l'ecosistema e condanna i lavoratori a sprecare la maggior parte della vita, imponendo loro l'obbligo di svolgere forzosamente dei compiti spesso inutili, dannosi ed inessenziali, a prescindere dalla reale volontà dei singoli individui. E tutto ciò accade perché si ricerca il profitto, e non si guarda al benessere dell'umanità.

In generale, sull'Antiterra vengono seguiti due fondamentali principi di progresso:

1) incrementi qualitativi o quantitativi a OCN invariato, ovvero una maggiore qualità o quantità di beni e servizi prodotti e forniti con lo stesso numero di ore lavorative umane necessarie;

2) decrementi di OCN a qualità e quantità invariate, ovvero un minor numero di ore lavorative umane necessarie con lo stesso quantitativo di beni e servizi prodotti e forniti alla medesima qualità.

Ovviamente, questi principi vengono effettivamente applicati solo a condizione che l'impatto ambientale si mantenga entro i limiti che assicurano una generale sostenibilità ambientale.

Ciò detto, sia il primo che il secondo principio di progresso rappresentano uno strepitoso
successo per gli abitanti dell'Antiterra. Perché?

Nel primo caso, il SMC sarebbe in grado di produrre beni migliori, o in quantità più elevate, richiedendo lo stesso numero di ore contributive totali agli esseri umani; nel caso in cui ciò portasse a un eccesso di produttività/produzione, sarebbe sempre possibile diminuire l'OCN, il che equivarrebbe a una maggior libertà degli individui dalla costrizione al lavoro a parità di beni e servizi. 

Nel secondo caso, invece, siccome i beni ed i servizi sono gratis, lasciare alcuni individui senza lavoro, pur continuando a produrre e fornire gli stessi identici beni e servizi, non rappresenterebbe affatto un problema, come invece lo è nel sistema economico capitalistico, ma al contrario sarebbe un obiettivo nobile e auspicabile da ricercare, perché più il sistema è efficiente e più gli individui sono liberi di vivere la vita, pur continuando ad avere il medesimo accesso a ciò di cui hanno bisogno. 

Quando il montante di ore lavorative umane necessarie per far funzionare il sistema diminuisce, è sufficiente abbassare contemporaneamente anche l'OCN, mediante un qualche criterio di ripartizione del lavoro.

In questo modo i disoccupati tornano a contribuire al funzionamento del SMC, alleggerendo il carico di lavoro residuo agli altri lavoratori, con un evidente vantaggio per l'intera collettività.

Gli unici casi di violazione dei principi di progresso, con un relativo incremento di OCN, possono verificarsi soltanto per far fronte a temporanee condizioni di emergenza, o a causa della scelta condivisa dalla collettività di introdurre nel SMC un nuovo bene, o un nuovo servizio, che non era presente nella pianificazione economica generale. 

In ogni caso, l'obbligo di contribuzione al sistema non può eccedere l'OCN che, a sua volta, non può superare le 4 ore al dì lavorativo.

In generale, il sistema socio-economico dell'Antiterra ambisce alla totale eliminazione dell'obbligo di svolgere ogni forma di lavoro per assicurare a tutti il massimo del tempo da dedicare alla vita in libertà, in modo tale che ciascuno possa sviluppare il proprio essere. Ed il SMC è appositamente concepito e scientificamente pianificato per raggiungere questa finalità.

Quanto appena detto, non significa che chi lo desideri non possa dedicare il proprio tempo libero alle attività lavorative svolte nel SMC anche oltre il limite sancito dall'OCN. Ciò può senz'altro accadere, a patto che quel lavoro supplementare derivi da una reale volontà dell'individuo e lo renda felice. 

Il lavoro addizionale offerto volontariamente al SMC oltre l'OCN contribuisce a ridurre l'orario di lavoro agli altri esseri umani che, così facendo, disporranno di un maggior tempo libero.

Sull'Antiterra non esiste mansione che non assicuri un'esistenza degna di essere vissuta: siccome ogni contributo lavorativo è effettivamente necessario per la società, perché consente al SMC di funzionare, la società ricambia tutti i contribuenti fornendo loro gratuitamente l'accesso a beni e servizi di alta qualità. 

In tal senso, non esiste né una mansione più importante di un'altra, né una meglio retribuita. 

Ogni compito svolto all'interno di SMC esiste in quanto utile e funzionale al sistema collettivo, e quindi alla società, perché se così non fosse, quel compito verrebbe prontamente eliminato, dato che sull'Antiterra il fenomeno della disoccupazione non induce problemi sociali.

Ora è il tempo lavorato che conta, non il ruolo sociale ricoperto, e questo tempo viene ricompensato in modo paritetico, perché un'ora di vita di ogni essere umano rappresenta un'ora di vita spesa per tutti, indipendentemente dalla mansione svolta e dalle abilità del singolo individuo.

Sull'Antiterra ognuno contribuisce secondo le sue capacità, e tutti ricevono secondo i reali bisogni dell'umanità.

Il ruolo del professore non è considerato “superiore” a quello del manutentore, così come il ruolo del manutentore non è reputato “inferiore” a quello del medico, e così via. 

I ruoli vengono scelti perché vi è un interessamento sincero e autentico ed un reale appagamento nel compiere determinate azioni come fine in sé, e non perché un certa attività consente di arricchirsi o di condurre un'esistenza parassitaria sfruttando gli altri. 

Il motivatore sociale è la passione e non il profitto.

Chi s'interessa della cura dei malati lo fa perché prova gioia dal guarire le persone, e non perché riceve uno stipendio più elevato rispetto a chi svolge il ruolo del manutentore. 

Analogamente, i manutentori delle automazioni del SMC fanno i manutentori perché nutrono un interesse nei confronti della meccatronica, e così via, per ogni altro ruolo svolto entro l'OCN.

Oltre a ciò, ogni individuo sa che con il proprio lavoro sta svolgendo una reale funzione d'utilità sociale, perché le attività del SMC non sono distorte dalle deleterie dinamiche legate al denaro, ma fanno tutte parte di un unico disegno dedito all'utilità collettiva.

Indirizzando correttamente i contributi lavorativi dei membri della società, il SMC realizza complessivamente una cooperazione sinergica e virtuosa, in grado di concretizzare il benessere di tutti i membri della società, poiché le azioni dei singoli non entrano in conflitto l'una con l'altra, in quanto ciascuna di esse svolge una precisa e specifica funzione, utile e necessaria per il miglior funzionamento del SMC. 

Non c'è possibilità di sfruttamento dell'uomo sull'uomo, in quanto l'unico genere di mansione ammessa è quella di contribuire a un sistema che, a sua volta, è appositamente concepito per soddisfare le necessità dell'intera collettività. 

Mediante il SMC l'essere umano lavora per l'umanità.

Inoltre, non v'è denaro e non v'è mercato. Per questi motivi sull'Antiterra non v'è neanche traccia di tutta quella nutrita schiera di sfruttatori parassitari rappresentata da capitalisti, banchieri, azionisti, finanzieri e così via, ma soltanto una comunità di esseri umani che decide volontariamente di cooperare suddividendo nel migliore dei modi possibili tutti quei compiti necessari per ottenere il miglior funzionamento, con il minimo sforzo, di un sistema che assicuri a tutti i membri della società il massimo benessere materiale possibile e la massima libertà dagli obblighi lavorativi.

Ne consegue, che sull'Antiterra è impossibile che vi siano uomini più ricchi di altri, perché il sistema è appositamente concepito per evitare lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e per assicurare a tutti gli esseri umani il medesimo accesso ai beni ed ai servizi prodotti e forniti dal SMC. 

Tutti gli abitanti dell'Antiterra sperimentano comparabili condizioni di benessere materiale solo ed esclusivamente per il fatto di essere umani. Non esiste né ricchezza, né povertà, ma soltanto un diffuso, comune ed egualitario livello di benessere. 

Ma la vera, grande, ricchezza degli abitanti dell'Antiterra, deriva dall'enorme quantità di tempo effettivamente libero di cui tutti possono disporre, conducendo un'esistenza serena in un ambiente appositamente organizzato per assicurare il benessere collettivo. 

Ciò consente agli individui di ricercare se stessi e di esprimere la propria unicità. 

Le conseguenze sociali dovute alle condizioni di benessere psico-fisico sperimentate dagli abitanti dell'Antiterra sono a dir poco sbalorditive: per quanto io abbia potuto visitare in lungo e in largo le varie comunità, non ho mai incontrato un solo individuo che non manifestasse con il proprio essere gioia, pace e serenità. 

Non c'è invidia, né odio e nessuno si sente né superiore, né inferiore agli altri. Inoltre, non si segnalano casi di depressione, nevrosi, omicidio, suicidio, furti, atti di violenza o di altri crimini in generale. 

La spiegazione dell'assenza di comportamenti devianti è in verità assai semplice: invece di agire sui sintomi si è intervenuti sulle cause, eliminandole.

In altri termini, invece di limitarsi a punire i crimini con delle pene severe e risolvere i problemi psicologici con la psicoanalisi, illudendosi che questi non si ripresentino come per magia, è stato creato un ambiente di vita sano che non genera né criminalità, né problemi psicologici.

A mio avviso, l'ordine ed il progresso socio-economico dell'Antiterra non sarebbero possibili se l'istruzione, l'informazione e la ricerca scientifica non fossero organizzate in modo assai distante rispetto al nostro modo di vedere le cose.

Vi sembrerà strano, ma sull'Antiterra non ci sono né obblighi scolastici, né metodi standardizzati da far seguire a tutti gli studenti per favorire l'apprendimento. La formazione non è un'imposizione dettata dal sistema, ma un percorso individuale volontario. 

Ciò nonostante, scuole e università sono assai frequentate, così come i centri di ricerca. 

So già che vi state chiedendo come sia possibile, dato che sulla Terra il percorso formativo è talmente mal organizzato e traumatizzante, che la volontà dello studente medio è quella di allontanarsi dallo studio il prima possibile. Vi spiego subito...

Inizialmente, i bambini più piccoli giocano liberamente gironzolando nella propria comunità.

Crescendo, vedono che alcuni dei loro coetanei sanno leggere, scrivere, far di conto, suonare, dipingere etc etc. Al contempo, vengono a sapere dell'esistenza delle scuole e iniziano a chiedere opinioni in merito.

Le attività svolte nelle scuole sono così interessanti che i loro amici gliene riferiscono in modo positivo e li invitano a partecipare, perché trascorrere del tempo a scuola è utile, bello e divertente.

E così, i più piccoli si recano spontaneamente nei luoghi adibiti alla formazione, spinti dalla curiosità, dai legami di amicizia e dalla volontà di acquisire le abilità degli altri.

Lì vi trovano un ambiente positivo ed ospitale, tanto che certe volte non è facile convincere i ragazzi a tornare a casa la sera dai propri genitori. 

Ci sono degli insegnanti, ma non si comportano affatto come qui sulla Terra. Forse sarebbe più corretto chiamarli guide spirituali. 

Non mettono voti e non giudicano gli studenti, non impongono ma propongono, non indottrinano ma allenano al pensiero, insegnano ma al tempo stesso insegnano a dubitare.

Secondo gli educatori dell'Antiterra, l'apprendimento non ha luogo se non è mosso dalla passione e ogni metodo standardizzato è condannato al fallimento. Per questo motivo assecondano la natura di ogni singolo studente.

A loro avviso, non può esistere un unico percorso formativo che sia adatto a tutti, perché le più efficaci modalità per l'apprendimento sono tante quante le infinite sfaccettature dovute alla complessità dell'essere umano. 

C'è chi ha bisogno di lezioni frontali svolte in classe e chi le odia; chi apprende meglio quando studia in modo teorico e chi invece preferisce delle esperienze pratiche; c'è chi si immerge nella lettura e chi ama ascoltare video-lezioni...

Per questi motivi, la società mette a disposizione di tutti i mezzi più disparati per consentire l'accrescimento spirituale di ogni individuo, in modo tale che ciascuno possa scegliere la modalità più consona al proprio essere, in base alla fase di vita in cui si trova e alle sue esigenze. 

In questa ottica, tutte le informazioni che abbiano un'utilità dal punto di vista formativo sono condivise pubblicamente attraverso l'analoga della nostra rete Internet.

Chiunque può facilmente reperire libri di ogni genere, che siano romanzi, saggi, guide o manuali e può seguire le registrazioni delle migliori lezioni tenute dai più grandi didatti e divulgatori vissuti sull'Antiterra.

Questi contenuti sono organizzati e resi disponibili per ogni materia e livello d'istruzione, e vanno a formare un efficiente sistema educativo virtuale di supporto per la didattica e la ricerca scientifica.

Oltre a ciò, tutte le comunità hanno una scuola dedicata alla formazione di basso e medio livello. Compito di queste istituzioni non è di formare gli alunni per il mondo del lavoro, ma di insegnare loro l'arte della vita. 

A tal fine, le guide spirituali trasmettono alle nuove generazioni dei valori sani, basati sulla cooperazione, sul rispetto della natura, dei beni comuni e di ogni forma di essere senziente, allenano alla creatività, alla logica-razionale ed al libero pensiero, e invitano gli studenti a partecipare a numerose esperienze con finalità didattiche.

Il duplice scopo è di formare degli esseri umani sensibili, empatici, pensanti e consapevoli, contraddistinti da un elevato livello etico-morale, e di scoprire le reali vocazioni dei giovani studenti, così che possano vivere in pace ed in armonia nella società e possano essere correttamente indirizzati per esprimere il loro vero potenziale.

La scuola dell'Antiterra non è una scuola basata sulle materie ma sui talenti.

Una volta individuata la propria predisposizione, il percorso di sviluppo spirituale può procedere fino ai massimi livelli, sempre assecondando la vera natura dello studente. 

È così che ha luogo un percorso di specializzazione del tutto personale. Solitamente, in questa fase della vita, ci si reca nelle varie comunità dove sono presenti le “università”.

Il termine “università” va inteso in un senso più ampio rispetto a quanto siamo abituati a fare, perché sull'Antiterra vi sono sia facoltà teoriche che pratiche e i piani di studio non sono affatto rigidi: ciascuno segue i corsi e partecipa alle esperienze più adatte al proprio percorso di crescita individuale.

Data l'elevata aspettativa di vita, si hanno le seguenti fasi: da 0 a 30 anni vi è la fase della giovinezza, in cui si acquisisce consapevolezza studiando e facendo esperienze; da 30 a 90 vi è la fase della maturità, in cui ci si dedica al funzionamento del SMC sempre e comunque entro l'OCN; da 90 a 120 vi è la fase della saggezza, in cui si è dispensati da ogni attività rispetto al SMC. 

In verità, tali suddivisioni non sono poi così stringenti ed in alcuni casi non vengono rispettate. Dato l'elevato tempo libero a disposizione di tutti, lo studio può continuare anche per tutta la vita. 

Non di rado, viste le ottime condizioni di salute generali, gli individui continuano a partecipare volontariamente alle attività riguardanti il SMC anche nell'età della saggezza. 

Alcuni invece, anticipano la fase della maturità di qualche anno, iniziando a contribuire al SMC prima dei 30 anni. Anche l'uscita dall'età della maturità può essere anticipata, qualora le condizioni psico-fisiche dell'individuo lo richiedano.

Nell'età della giovinezza, non ci si deve diplomare, non ci si deve laureare, non si devono sostenere esami e nessun insegnate giudica gli studenti con test e valutazioni di qual si voglia natura. Molto più semplicemente, si fanno delle esperienze di varia natura con maestri ed esperti dei vari settori.

Giunti all'età di 30 anni si comincia a contribuire al SMC, scegliendo una delle mansioni proposte dal sistema e, di solito, ci si stabilisce nella comunità dove si ricopre il proprio incarico.

Le abilità e le capacità degli individui vengono individuate in base ai corsi che ciascuno ha frequentato, alle pubblicazioni che ha effettuato, alle opere che ha realizzato e, più in generale, ai vari contributi dati alla società nel corso della sua esistenza.

Ciò è più che sufficiente al SMC per assegnare i ruoli da svolgere all'interno dell'OCN. Qualora le competenze acquisite autonomamente dagli individui non siano perfettamente adatte per ricoprire determinati compiti all'interno del SMC, sarà il sistema stesso a preoccuparsi di completare la formazione dei lavoratori, tenendo sempre in considerazione la vocazione dei quest'ultimi. 

Per gli abitanti dell'Antiterra, infatti, quando un individuo non svolge un'attività confacente alla propria vera natura ha luogo una grande ingiustizia, perché se ciò si verificasse ne risulterebbero danneggiati sia il singolo individuo che la società. Per questo, il sistema cerca di fare in modo che una simile condizione non abbia luogo.

Oltre alle università, vi sono numerose comunità dedite alla scienza. Il tempo libero sull'Antiterra è così abbondante che chiunque lo desideri può continuare a studiare e a contribuire alla ricerca, anche per tutta la vita. 

Le pubblicazioni scientifiche vengono redatte in modo chiaro e completo, e comprendono sia una versione tecnica che una versione divulgativa, affinché i risultati scientifici possano essere compresi anche dai non addetti ai lavori.

Per garantire la totale trasparenza e la qualità della ricerca, tutte le pubblicazioni vengono inserite in un database virtuale pubblico, in modo tale che chiunque possa consultarle e valutarle. Le valutazioni positive rafforzano la solidità dei risultati, le valutazioni negative li screditano.

Chi lascia una valutazione negativa è obbligato ad indicare in modo esplicito il perché del proprio giudizio, per far sì che la comunità possa facilmente individuare l'eventuale criticità per correggerla o appurare l'infondatezza della segnalazione. 

La ricerca insegue in modo disinteressato la verità. Le applicazioni derivanti dalla conoscenza scientifica, invece, sono finalizzate all'incremento del benessere collettivo, perché se così non fosse non verrebbero autorizzate. 

Siccome la genialità non è una questione di titoli accademici né della mansione che si svolge quotidianamente, sull'Antiterra chiunque può contribuire alla ricerca in base alle proprie competenze.

I ricercatori più esperti ascoltano le teorie e le intuizioni provenienti da chi non dedica la sua intera vita al mondo accademico, e aiutano quest'ultimi a sviluppare e pubblicare le loro idee. 

I membri della comunità scientifica cooperano intensamente, condividendo capacità e progetti di ricerca. Non di rado, congetture e problemi vengono risolti da gruppi eterogenei appositamente formati. 

Così facendo, tutti concorrono all'accrescimento della conoscenza e di conseguenza il livello scientifico-tecnologico muove passi da gigante. 

Ciò accade anche negli altri campi del sapere. Non di rado, nelle piazze delle comunità si odono dibattiti filosofici e numerosi artisti si dedicano alla musica e alla pittura. 

L'energia creativa permea l'Antiterra e ha dato origine ad un Nuovo Umanesimo fondato sulla libertà di pensiero e di espressione.

Non esiste alcun tipo di censura e chiunque può contribuire a diffondere notizie, informazioni e teorie di varia natura. 

Sull'Antiterra non esistono canali di informazioni monodirezionali, come la radio o la televisione, perché chiunque deve avere la possibilità di replicare e diffondere contenuti.

In ogni caso, la libera diffusione delle informazioni attraverso mezzi di comunicazione bidirezionali e distribuiti, come la rete Internet, è la miglior strategia per tutelare la verità.

A loro avviso, il controllo dell'informazione da parte di una qualche autorità serve soltanto ad organizzazioni di potere elitarie che vogliono mettere in atto dinamiche di controllo sociale, ma non serve affatto all'umanità, perché se un'informazione è vera è giusto che sia nota, se è falsa non è pericolosa, in quanto gli individui possono comprendere la sua falsità, e quando non è chiaro se un'informazione sia vera o falsa, è doveroso che quest'ultima si diffonda, così che si continui a discuterne in modo da appurarne la verità o la falsità.

Così come accade per le pubblicazioni scientifiche, tutti gli individui possono esprimere un giudizio anche per quanto concerne la qualità delle notizie diffuse, motivando la loro valutazione. Così facendo, gli utenti possono farsi un'idea sull'attendibilità di ciò che stanno consultando e possono contribuire al miglioramento dell'informazione.

Questo è quanto ho potuto comprendere ed osservare nel mio breve viaggio.

Vi posso assicurare che dopo aver visitato l'Antiterra non è stato affatto facile tornare qui, sulla Terra. 

Ma gli abitanti di quel luogo mi hanno affidato un compito: quello di diffondere un nuovo modo di pensare, perché il pensiero genera la realtà.

E mi hanno anche suggerito di dire ai detrattori, che staranno già pensando che tutto ciò sia soltanto un'illusione, che l'Utopia non è un inganno: l'inganno è credere che non possa esistere un'altra società.

Mirco Mariucci

1 commento:

  1. Bellissima utopia, ci metteremo alcune migliaia di anni ma ci arriveremo (se non ci estinguiamo prima...)

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