martedì 21 marzo 2017

Il pensiero di Pitagora

Pitagora (Samo, -570 circa - Metaponto, -495 circa) filosofo greco antico.

Fu matematico, taumaturgo, astronomo, scienziato, politico e fondatore a Crotone 
di una delle più importanti scuole di pensiero dell'umanità: la Scuola pitagorica.

Introduzione:

Pitagora è principalmente conosciuto come matematico, ma in realtà la sua figura è decisamente più poliedrica, stravagante e controversa. 

Fu sì un matematico, ma fu anche un astronomo, un filosofo, uno scienziato, un politico, un mistico e un taumaturgo. 

Le notizie su Pitagora oscillano tra realtà e leggenda al punto che alcuni studiosi hanno addirittura messo in discussione la sua esistenza storica.

Si narra che viaggiò in Egitto e in Babilonia, dove apprese parte della sua grande sapienza. Infine si stabilì a Crotone, nell'odierna Calabria, dove fondò la Scuola dei Pitagorici.

La sua filosofia si può riassumere nel motto: «Tutto è numero» (razionale), una concezione che entrò in crisi con la scoperta dell'incommensurabilità tra la diagonale e il lato del quadrato. 

Pitagora è anche considerato l'iniziatore del vegetarianismo in occidente. 


Il pensiero:

Tutto è numero. 

Al suo livello più profondo, la realtà è matematica. 

La ragione è immortale, tutto il resto è mortale.

Scegli piuttosto di essere forte nell'animo che forte nel corpo.

Il corpo è il carcere dell'anima.

Alla maggior parte degli uomini e delle donne non è data, né per nascita né coi propri sforzi, la possibilità di diventare ricchi e potenti, mentre il sapere è alla portata di chiunque.

La vita è simile ad una panegiria: come infatti alcuni partecipano a questa per lottare, altri per commerciare, altri ancora ‐ e sono i migliori ‐ per assistervi, così nella vita alcuni nascono schiavi della gloria e cacciatori di guadagno, altri filosofi avidi della verità.

La morte è l'ignoranza della vita: quanti uomini morti si aggirano tra i viventi.

Bisogna allontanare con ogni mezzo e sradicare col ferro e col fuoco e con vari espedienti, dal corpo la malattia, dall'anima l'ignoranza, dal ventre la ghiottoneria, dalla città la ribellione, dalla casa il dissenso, e al tempo stesso la sproporzione in ogni cosa.

La virtù, la sanità fisica, ogni bene e la divinità sono armonia: perciò anche l'universo è costituito secondo armonia. Anche l'amicizia è uguaglianza armonica.

Gli amici hanno tutto in comune, perché l'amicizia è l'uguaglianza.

Nei rapporti con gli altri non comportarti in modo da renderti nemici gli amici, ma da farti amici i nemici.

Abbandona le grandi strade, prendi i sentieri.

Uomo che ami parlare molto: ascolta e diventerai simile al saggio.

L'inizio della saggezza è il silenzio.

Non da qualunque legno si può levare un Mercurio.

Stai zitto, o dì qualcosa di meglio del silenzio. 

Non consumare il tuo cuore con affanni e dolori.

Dei dolori che toccano in sorte agli uomini, sopporta la tua parte con pazienza.

Quando sei in preda all'ira non fare e non dire niente.

Non comportarti impudentemente con nessuno.

Dà vita a dei buoni esempi: sarai esentato dallo scrivere delle buone regole.

Non bisogna giurare per gli dei; bisogna, infatti, cercare di rendere se stessi degni di fede.

Porgi aiuto alla legge, fa' guerra alla illegalità; non rovinare né danneggiare la pianta coltivata, né l'animale che non arrechi danno all'uomo. 

Evitate di corrompere il vostro corpo con cibi impuri; ci sono campi di frumento, mele così abbondanti da piegare i rami degli alberi, uva che riempie le vigne, erbe gustose e verdure da cuocere; ci sono il latte e il miele odoroso di timo; la terra offre una grande quantità di ricchezze, di alimenti puri, che non provocano spargimento di sangue né morte.

Fintanto che l'uomo continuerà a distruggere senza sosta tutte le forme di vita, che egli considera inferiori, non saprà mai cos'è la salute e non troverà mai la vera pace. 

Coloro che uccidono gli animali e ne mangiano le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili.

Gli uomini continueranno ad ammazzarsi fra loro fintanto che massacreranno gli animali. Perché colui che semina l'uccisione e il dolore non può raccogliere la gioia e l'amore.

Qualsiasi cosa un uomo faccia agli animali, gli verrà ripagata con la stessa moneta.

Chi taglia con un coltello la gola di un bue e rimane sordo alle grida di paura, chi è in grado di macellare a sangue freddo un capretto che grida e mangia l’uccello al quale egli stesso ha dato da mangiare, quanto è ancora lontano dal compiere un crimine?

Ritieniti soddisfatto dell'agire bene e lascia che gli altri parlino di te come fa loro piacere.

Pitagora

Bertrand Russell su Pitagora:

«È solo in tempi molto recenti che è stato possibile dire chiaramente in che cosa Pitagora avesse torto. 

Non so di nessun altro uomo che abbia avuto altrettanta influenza nella sfera del pensiero.

Lo dico, perché ciò che appare come il platonismo, si trova già, analizzandolo, nell'essenza del pitagorismo. 

L'intera concezione di un mondo eterno rivelato all'intelletto, ma non ai sensi, deriva da lui. 

Se non fosse per lui, i Cristiani non avrebbero pensato a Cristo come al Verbo; 

se non fosse per lui i teologi non avrebbero cercato prove logiche di Dio e dell'immortalità. 

Ma in lui tutto ciò è ancora implicito». 

Bertrand Russell

Porfirio su Pitagora:

«Erano universalmente noti alcuni suoi detti: anzitutto, che l'anima è immortale; poi, che essa trasmigra in altre specie di esseri viventi; 

e inoltre che, secondo determinati periodi di tempo, ciò che una volta è esistito ritorna, che nulla è nuovo in senso assoluto, e che tutti gli esseri animati devono esser considerati della stessa natura. 

Il companatico di Pitagora è più saporito di quello di Socrate. 

Quest'ultimo affermava infatti che il companatico del cibo è la fame, mentre Pitagora lo fa consistere nel non ledere nessuno e lo addolcisce con il senso di giustizia. 

Evitare il cibo carneo significherebbe infatti evitare di commettere un'ingiustizia per procurarsi il nutrimento. 

Tanto aborriva da uccisioni e uccisori, che non solo si asteneva dal mangiare esseri viventi, ma neppure si accostava a macellai e cacciatori».

Porfirio


Mirco Mariucci

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