mercoledì 27 aprile 2016

Dare soldi ai cittadini senza indebitare nessuno? Si può fare.

Clamorosa ammissione su Il Sole 24 Ore: si può stampare denaro e darlo ai cittadini senza indebitare nessuno.


Nel saggio intitolato L'illusione della libertà, ho sostenuto che se ci fosse la volontà si potrebbe creare denaro dal nulla e darlo ai cittadini, in modo che tutti dispongano di un reddito che consenta di vivere dignitosamente, senza indebitare nessuno né pretendere nulla in cambio.

Scommetto che in molti avranno pensato che si trattasse della solita “utopia” economicamente impossibile da attuare... invece non è così: si può fare, tant'è che la fattibilità di una simile iniziativa è stata candidamente confessata su Il Sole 24 Ore (niente di meno che la massima testata main stream italiana in ambito economico), da cui riporto un breve estratto:

«Dal punto di vista tecnico, uno strumento per aumentare la domanda aggregata esiste anche nella situazione attuale: è la cosiddetta “moneta distribuita con l’elicottero”, per usare le parole di Milton Friedman. Cioè la banca centrale stampa moneta e la distribuisce ai cittadini, non in cambio di qualcosa (titoli di stato o la promessa di una restituzione futura), ma in modo permanente e a fondo perduto. Le obiezioni nei confronti di questo strumento non sono economiche, ma politiche. Dal punto di vista economico non c’è dubbio che sarebbe efficace». (di Guido Tabellini - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/8dq8dS)

lunedì 11 aprile 2016

L'eclatante menzogna della crescita come panacea di tutti i mali della società.


Con questo breve saggio intendo smentire con la forza della ragione quei millantatori che presentano la tesi del "creare più lavoro facendo crescere l'economia" come se fosse una panacea per tutti i mali della società.

La crescita del PIL, e il relativo aumento dei consumi, forse risolveranno temporaneamente la crisi occupazionale, ma di certo incrementeranno anche l'impatto ambientale e condanneranno gli esseri umani ad un lavoro totalizzante.

E tutto ciò dovrebbe accadere in un mondo con un ecosistema già fortemente compromesso, dove i lavoratori devono sacrificare 8 ore al giorno della propria unica esistenza per il lavoro, bene che vada, a prescindere dalla propria volontà.

Ma che senso ha far crescere l'economia se poi questa crescita non si traduce in un maggior tempo libero, in un minor inquinamento ambientale o in un qualche incremento di felicità per l'umanità?

domenica 3 aprile 2016

Pitagora e Mondrian, un ponte tra arte e matematica.

Bozzetto dell'opera Pitagora e Mondrian, vincitrice del concorso
Tracce Giovanili d'Arte tenutosi a Gubbio il giorno 02/04/2016

Che cos'è quest'opera? Platone avrebbe sostenuto che si tratta soltanto di una copia imperfetta di alcune forme ideali, uniche e perfette, che popolano un mondo sovrasensibile: l'Iperuranio. 

A suo avviso il mondo sensibile è un inganno, pura illusione, perché l'unica vera realtà è al di là dei sensi e può essere scorta soltanto mediante la ragione.

Per questo avrebbe duramente condannato me e mio fratello, in quanto autori dell'opera intitolata Pitagora e Mondrian, e tutti gli altri artisti del mondo.

Qualche anno più tardi, però, Aristotele avrebbe replicato che la sostanza di un'opera d'arte contiene sia la materia che la forma, che quindi diventano immanenti, ovvero fanno parte del mondo sensibile e non dell'Iperuranio, riabilitando così ciò che usualmente chiamiamo realtà.

Dal suo punto di vista l'arte non sarebbe da condannare ma da lodare, in quanto espressione della creatività dell'artista che conferisce realtà alla sostanza, donando alla materia una certa forma.

Quest'opera in particolare incarna parte dell'essenza di Pitagora e di Mondrian; da Mondrian deriva lo stile e da Pitagora il noto teorema che gli viene storicamente attribuito, probabilmente a torto.