mercoledì 31 dicembre 2014

Dialogo tra un ateo ed una credente, su Dio, fede, religione, Mostri dei bagni, Invisibile Unicorno Rosa e soggettivissime visioni personali.



La discussione che state per leggere è realmente accaduta; quello che non mi sarei mai aspettato, è che da un messaggio condivisibile, sarebbe potuto scaturire un dialogo "allucinante", dal quale possiamo trarre un importante insegnamento.

Dialogo tra un ateo ed uno stregone.



Mentre passeggiava gli si avvicinò uno stregone con tanto di tunica, cappello e bastone magico proprio quelli utilizzati durante le funzioni religiose della domenica mattina dagli stregoni della setta dei Cristiani.

Scrutandolo, l'ateo gli disse:
«buon giorno stregone, qual è la divinità della sua setta?»
Si trattava d'un vescovo, che per nulla intimorito dalla provocazione gli rispose:
«L'unico vero Dio. Esiste un essere invisibile, che vive nel Regno dei Cieli, padre onnipotente, creatore del cielo e della terra...»
L'ateo lo lasciò palare, poi chiese:
«come fai ad esserne così sicuro? E' evidente che non hai argomenti oggettivi a supporto, altrimenti seguirebbero tutti la tua religione, invece ne esistono a migliaia...».
Lo stregone replicò:
«Dio si è rivelato all'umanità, incarnandosi nel seno della vergine Maria, si è fatto uomo...»
L'ateo pensò e rispose:
«quindi dovrei credere a chiunque affermi l'esistenza di un'entità immaginaria?»

lunedì 22 dicembre 2014

Il fallimento di una vita normale


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Siete appena tornati a casa dopo una lunga giornata di lavoro. La vostra macchina è in garage. Fuori sta piovendo. Vi sentite stanchi. Cenate e vi rilassate sul divano davanti alla Tv.

Terminate così la vostra routine quotidiana addormentandovi nel giro di qualche minuto.

Appartenete a quei "fortunati" che hanno ancora un lavoro. Avete una casa, ma anche un mutuo. L'attività che svolgete è totalizzante e non vi lascia tempo per vivere.

In questo modo, però, potete permettervi di pagare le tasse, le rate, qualche capo d'abbigliamento alla moda e di concedervi una vacanza comandata nei periodi di ferie.

Impiegate il vostro scarso tempo libero per uscire nei centri commerciali, nei bar o per cenare nei ristoranti.

Probabilmente credete in Dio e nel fatto che il libero mercato implichi la libertà dell'essere umano.

Perfetto: avete una vita normale.

Avete mai riflettuto sul concetto di normalità? Che cosa significa essere "normali"? Perché le persone vivono secondo una certa tipologia di normalità e non un'altra?

Siete realmente voi che state scegliendo come spendere il vostro prezioso tempo? Ha senso vivere in questo modo? Rende felici gli esseri umani?

venerdì 19 dicembre 2014

L'indottrinamento è servito, in prima serata, a spese della collettività.



Quello che è successo nelle serate di lunedì 15 e martedì 16 dicembre 2014, ha a dir poco dell'incredibile. La RAI questa volta ha veramente toccato il fondo del barile, dimostrando oltre ogni ragionevole dubbio la totale connivenza tra politica, chiesa e capitale. Evidentemente non bastavano i vergognosi spot propagandistici a stampo europeista.

Questa volta milioni di persone sono state indottrinate simultaneamente grazie ad un show televisivo fazioso, che ha sfruttato il potenziale attrattivo d'un noto personaggio italiano. La possente operazione mediatica è stata messa in atto sperperando un quantitativo spropositato di denaro pubblico d'uno stato che ha anche la sfacciataggine di definirsi laico.

Signori e signore, ecco che il sermone è servito, per la gloria di Dio e di tutta la sua Santa Chiesa, a spese della collettività!

mercoledì 3 dicembre 2014

Diventare ricchi non è una nobile aspirazione.



L'essere ricchi, ed il volerlo diventare sempre più, non rappresenta un'aspirazione della quale vantarsi, semmai una condizione spregevole di cui vergognarsi.

Il bramoso di ricchezza giudica il mondo attraverso una scala di valori distorta, nella quale la dimensione del denaro diventa predominante e lo scopo della vita viene ridotto ad accumulare sempre di più, innescando una dinamica fine a se stessa. 

Il ricco possiede in eccesso e non sa neanche che cosa farsene dei suoi smisurati averi, ma continua ad accumulare pur non potendoli utilizzare, al fine d'appagare il suo desiderio di possedere ancora, ancora e ancora come fosse un feticista del denaro.

L'arricchimento è l'espressione dell'arrivismo, dell'egoismo e dell'avidità. Solitamente l'obiettivo è ottenuto accaparrandosi il predominio su risorse comuni e sfruttando in modo ingiusto altri esseri umani. 

L'inseguimento del profitto con la sua forma motivante legittima ogni sorta di atrocità. Tutto diviene lecito, anche azioni svolte nell'illegalità e nell'immoralità, a patto che siano in grado di generare un cospicuo guadagno, ed è proprio il ricco l'attuatore principale di queste logiche malsane.

giovedì 27 novembre 2014

L'eterna lotta tra sfruttati e sfruttatori all'interno del sistema capitalistico.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Per comprendere alcune delle dinamiche fondamentali della Società Capitalistica, è necessario suddividere la popolazione in due classi.

La prima, quella dei capitalisti, che detiene capitali e mezzi di produzione; e la seconda, quella dei lavoratori, che è costretta tramite un ricatto economico a vendere ai capitalisti capacità e tempo pur di sopravvivere.

In un simile sistema è evidente che il lavoratore non otterrà mai tutto il frutto del proprio lavoro, bensì una parte di ciò che effettivamente produce in una giornata lavorativa, che andrà a formare il suo stipendio.

La differenza, al netto di spese e investimenti, finisce nelle tasche del capitalista dedito all'accumulazione, che così realizza un guadagno in modo parassitario.

I capitalisti, infatti, non assumono i lavoratori per compiere un'opera di beneficenza, ma per sfruttarli in modo da ottenere il maggior profitto possibile.

Il lavoratore subordinato può, a ragione, essere considerato come un moderno schiavo, perché il capitalista non gli offre un'occupazione concepita per il suo benessere psicofisico, ma lo impiega a seconda delle proprie necessità e nei modi che ritiene più opportuni, privandolo della libertà.

Le esigenze delle due classi sono in contrapposizione.

sabato 22 novembre 2014

L'iper-consumo e le indesiderabili conseguenze per la società.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Potremmo definire l'iper-consumo come quel consumo evitabile che se venisse eliminato non diminuirebbe la qualità della vita degli esseri umani. 

Per comprendere al meglio questo concetto possiamo ricorrere ad alcuni esempi.

Stiamo iper-consumando quando sprechiamo energia, magari perché la nostra abitazione non è coibentata, o quando utilizziamo beni scadenti, che anziché essere progettati per avere una lunga durata, sono realizzati per deteriorarsi e rompersi dopo un breve utilizzo senza possibilità di essere riparati. 

Iper-consumiamo anche quando fumiamo sigarette, o quando gli eserciti utilizzano le armi da guerra per accaparrarsi il predominio sulle risorse petrolifere con il pretesto di difenderci dal terrorismo.

L'adozione dell'iper-consumo porta con sé delle spiacevoli conseguenze sia per l'ambiente che per gli esseri umani. 

mercoledì 19 novembre 2014

Il profitto è il cancro della nostra società.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Chiunque, in tutta onestà, tentasse d'individuare le principali cause delle distorsioni della nostra società, non potrebbe evitare di considerare le deleterie logiche di profitto.

Alcuni affermano che le azioni di un insieme d'individui in competizione che agiscono l'uno contro l'altro, mossi da un egoistico obiettivo d'arricchimento personale, contribuiscano al raggiungimento del benessere dell'intera umanità. 

Ma di fronte all'evidenza empirica questa affermazione si è rivelata essere tremendamente falsa.

martedì 28 ottobre 2014

Sull'(in)esistenza di Dio e di tutte le altre divinità.


Questo post nasce per rispondere alla seguente domanda:

«Come fai ad essere sicuro che non esista un'entità sovrannaturale che governi l'universo e che magari ci darà in un'altra dimensione una vita ultraterrena?»

Ringrazio il lettore del blog per l'ottimo spunto, che ho colto al volo per esporre alcune riflessioni sull'(in)esistenza di Dio e su quelle che potremmo chiamare teorie non falsificabili.

Tecniche di sopravvivenza della Chiesa Cattolica: il muta-morfismo.


Sono circa 2000 anni che la Chiesa Cattolica manifesta il suo potere diffondendo la pericolosa illusione d'un paradiso al di là di questo mondo. La domanda che molti si pongono è come diamine avrà fatto a sopravvivere così a lungo? Com'è possibile che i suoi messaggi, spacciati per presunte Verità assolute di Dio, si siano mantenuti immutati nei secoli e siano ancora oggi attuali? Semplice, non è accaduto: le verità scomode sono state trasformate e riadattate di volta in volta in base alle rinnovate esigenze della società, con una tecnica che potremmo definire muta-morfismo.

Fin quando può evitarlo la Chiesa è notoriamente statica e conservatrice. Quando invece il contesto lo rende necessario, improvvisamente diventa la regina del trasformismo vestendo i panni dell'adattabilità fatta ad istituzione. All'occorrenza gli stregoni inventano nuovi dogmi, rinnegano precedenti posizioni arrivando in caso di estrema necessità a trasformare la presunta Verità assoluta di Dio. Del resto i testi sacri devono essere interpretati, e gli unici che hanno il dominio della corretta interpretazione (guarda caso) sono proprio loro, gli stregoni della setta.

Il lavoro come mezzo di controllo sociale.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

In un mondo dominato dalle merci dove per sopravvivere si è costretti a procurarsi il denaro, il meccanismo di asservimento dei lavoratori si basa su di un semplice ricatto: o vendi la tua forza lavoro al capitale oppure rischi di morire di fame.

La maggior parte degli individui non è libera di scegliere il lavoro che più gli piace e così, non avendo capitale a sufficienza per avviare l'attività che ha sempre sognato, è costretta a sottomettersi.

Un normale contratto di lavoro consiste nella cessione di 8-10 ore al giorno della propria unica esistenza, che vengono messe a completa disposizione delle esigenze di profitto di altri esseri umani.

Ma i ruoli che il capitale ha ideato per i suoi subordinati, non sono pensati per essere piacevoli, aumentare la qualità della vita o rendere felice un essere umano.

No! Essi sono il riflesso delle necessità del profitto.

lunedì 20 ottobre 2014

Che tipo di futuro abbiamo in mente per l'umanità?


Sono trascorsi circa 4 miliardi di anni da quanto la vita è comparsa per la prima volta sul pianeta Terra. La storia dell'evoluzione umana inizia da una popolazione di primati stanziatisi nel Rift africano, non più di alcuni milioni di anni fa. Da allora l'intelligenza della nostra specie è aumentata sensibilmente, permettendoci di comprendere le leggi della fisica che regolano l'universo e di esercitare il dominio sugli altri animali. Ma cosa ne abbiamo fatto delle nostre straordinarie capacità?

venerdì 17 ottobre 2014

Il Cattolicesimo è la religione del potere.


Bisogna ammetterlo, la Chiesa ha compiuto progressi strepitosi da quando, poco più di due secoli fa, atei e liberi pensatori, venivano ancora arsi al rogo per eresia, semplicemente perché le loro idee osavano contrastare con la presunta Verità assoluta di un personaggio immaginario. Non che i miglioramenti siano merito degli uomini di fede s'intenda, il cambiamento è sempre stato il riflesso delle pressioni esterne, alle quali la Chiesa inizialmente si oppone, ma che con il passar del tempo diviene costretta ad accettare per evitare di perdere consenso e potere.

Eppure ancora oggi chiunque tenti di attaccare in qualsiasi modo la religione cristiana è subito giudicato in malo modo, tende ad essere emarginato e ad essere considerato un poco di buono. Nell'immaginario collettivo plasmato a suon d'indottrinamento e mistificazione della realtà il fan club di Dio è considerato un movimento positivo per definizione, e di conseguenza il messaggio del quale si fa portatore dev'essere necessariamente ritenuto utile all'umanità. Ma quanti si sono mai fermati a riflettere se realmente la Chiesa Cattolica con i suoi insegnamenti contribuisca o meno al raggiungimento del benessere collettivo?

giovedì 16 ottobre 2014

L'esigenza di restituire il giusto valore al tempo della vita.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Ogni essere vivente possiede una certa quantità di un bene scarso per eccellenza, che potremmo senza alcun dubbio annoverare tra i più preziosi in assoluto.

Si tratta di una dimensione in grado di contrarsi e dilatarsi, ma che pur sempre resterà finita per ogni essere umano.

Potremmo anche cercare d'intenderla come una variabile fondamentale per la nostra percezione della realtà, che può scorrere via veloce ma che può anche rallentare.

Si può spendere, ma non si può acquistare, ed è sempre accompagnata da un'intrinseca incertezza sulla sua futura disponibilità: si tratta del tempo della vita.

Alcuni affermano che il tempo sia denaro, eppure io non riesco a togliermi dalla mente che prima di tutto per un essere umano il tempo significhi vivere.

giovedì 9 ottobre 2014

Papa Francesco e la storia della più grande operazione di marketing dell'umanità.



La chiesa è investita da ripetuti scandali di pedofilia; alcuni vescovi ammettono di aver saputo e taciuto, trasferendo i preti colpevoli da una parrocchia all’altra.

Il New York Times pubblica una serie di scomodi dossier, rivelando che i vertici del Vaticano, e addirittura lo stesso Papa Ratzinger, pur essendo a conoscenza di casi molto gravi di pedofilia, hanno preferito adottare la politica del silenzio e della copertura.

Lo Ior, la banca del Vaticano, è ciclicamente al centro di scandali e irregolarità. Arrivano pensanti accuse di violazione delle norme antiriciclaggio. Alla guida dell'Istituto per le Opere di Religione c'è Ettore Gotti Tedeschi, persona di fiducia del Papa.

Nello stato della Città del Vaticano, a seguito di una fuga di notizie riservate, scoppia lo scandalo Vatileaks: la perversione della Chiesa per il potere, il denaro e gli intrighi è stata messa a nudo.

Nei confronti della Chiesa Cattolica viene lanciata una pressante campagna mediatica per il pagamento dell'Imu.

Quasi tutti concordano che la Chiesa sta sbagliando nei riguardi dei diritti civili, e che dovrebbe rinunciare alla sua continua interferenza con la politica.

Papa Ratzinger, con il suo orribile accento “tetesco”, le scarpette rosse di Prada, la pelliccia d'ermellino ed il vistoso crocifisso d'oro, induce una forte antipatia, persino nei credenti.

Per cercare di rimediare, il Papa approda sul social network Twitter con il nome di @pontifex, ma la strategia si rivela una catastrofe.

Il Pontefice viene immediatamente preso di mira con centinaia di migliaia di cinguettii che ridicolizzano, criticano e smentiscono il Papa, la Chiesa ed il messaggio cristiano.

Il consenso di Papa Ratzinger e della Chiesa Cattolica era in caduta libera, e con esso andava scemando la possibilità di legittimare il loro amato potere.

Il definitivo declino della religione Cattolica era prossimo, la stabilità dell'istituzione millenaria era stata minata dalle fondamenta.

Ai vertici della setta dovevano rapidamente escogitare una soluzione...

martedì 7 ottobre 2014

Le spiacevoli conseguenze delle società basate sul merito.




Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Premessa: all'interno di questo articolo con il termine "meritocrazia" s'intende la tendenza a premiare, nel mondo del lavoro, chi si distingue per impegno e capacità nei confronti degli altri, ai quali viene negato, in una certa misura, il diritto di ricevere un reddito dignitoso a causa delle proprie "scarse" capacità.

L'attuale sistema cerca in tutti i modi d'inculcarci nella mente l'idea che premiare economicamente il merito rappresenti un'azione giusta e doverosa.

Più una persona è in gamba e riesce a primeggiare, più gli deve essere riconosciuto un compenso elevato.

Bisogna impegnarsi per essere i migliori, i più produttivi, i più forti, per assicurarsi condizioni di ricchezza maggiori, contando sulla possibilità di vedersi riconosciuto il merito.

Meritocrazia, è questo il mantra dell'odierna società.

Ma in quanti si sono fermati a riflettere sulle conseguenze di questa scelta sociale?

Il sistema meritocratico è veramente utile per raggiungere il benessere di tutti gli esseri umani?

sabato 4 ottobre 2014

La crescita? Una falsa soluzione che non ci salverà.


Politici, economisti e banchieri sono tipicamente ancorati all'idea che per risolvere la disoccupazione si debba necessariamente spingere sulla crescita. Con l'attuale paradigma economico sembrerebbero avere ragione (perlomeno in apparenza!). Forzare la produzione ed il consumo di beni e di servizi, significa anche aumentare la richiesta di lavoro. Così facendo si può logicamente sperare di riuscire a tamponare l'emorragia della disoccupazione. Ma i lungimiranti strateghi dediti al profitto stanno commettendo un grossolano errore nelle loro valutazioni, dimenticandosi d'inserire una variabile fondamentale, che invece dovrebbe essere evidente data la sua macroscopica fattura: la sostenibilità ambientale del modello attuale. L'incremento della produzione e del consumo di beni e servizi comporta inevitabilmente, in qualche misura, anche un maggior impiego di risorse, d’energia ed il manifestarsi di un indesiderabile aggravio per quanto riguarda l'inquinamento ambientale. Nell'inseguire l'aumento del PIL l'asservimento degli individui nei confronti del lavoro non viene ridotto, al contrario ne risulta scientemente aumentato. Com'è possibile che queste conseguenze siano considerate utili per raggiungere il benessere degli esseri umani? 

lunedì 29 settembre 2014

Come risolvere la disoccupazione in Italia senza ledere diritti e salari dei lavoratori.


Lavorare meno lavorare tutti mantenendo il reddito invariato.

  • Per risolvere la disoccupazione in Italia (12.6%) è sufficiente lavorare 1h al giorno in meno, integrando i redditi dei lavoratori ed assumendo 500 mila dipendenti pubblici, con una manovra economica da 70 miliardi di euro.

Secondo le statistiche ISTAT, in Italia ci sono 22 milioni e 360 mila occupati, mentre il tasso di disoccupazione ufficiale si attesta al 12,6%, che equivale a 3 milioni e 220 mila persone.

Purtroppo il dato è aumentato sensibilmente negli ultimi anni a causa della crisi e delle scellerate politiche economiche di rigore imposte dall'Europa.

Le misure adottate dal governo italiano anziché risolvere il problema, lo stanno ulteriormente aggravando.

La tipica ricetta proposta da economisti e politici ortodossi per cercare di ridurre l'incidenza dei disoccupati, è da sempre quella di spingere sulla crescita economica.

Aumentare il PIL infatti, significa incrementare produzione e consumo di beni e servizi, che portano a nuova forza lavoro da impiegare.

Ultimamente però, va di moda affermare che per riottenere il diritto alla sopravvivenza mediante la costrizione al lavoro subordinato, sia necessario ridurre i diritti dei lavoratori.

Si parla sempre più spesso di abolizione di articoli che permettono il reintegro per licenziamento per giusta causa (art 18), o di contratti a tutele crescenti.

Come se i diritti debbano essere “conquistanti”, anziché spettare ai lavoratori esclusivamente in quanto esseri umani.

Non si capisce poi, come possa una misura che evita il reintegro per giusta causa, impedire ad un imprenditore di assumere:

se avesse realmente necessità di aumentare i dipendenti, perché dovrebbe temere il reintegro di un lavoratore licenziato per giusta causa? 

lunedì 15 settembre 2014

Qual è lo scopo della nostra società?


La necessità di un piano per l'umanità.


Nel nostro strano Mondo, viene concesso ad una minoranza di personaggi, noti con il termine di capitalisti, di detenere capitali e mezzi di produzione.

Avvalendosi del fatto che gli esseri umani hanno dei bisogni da soddisfare, naturali o indotti che siano, questi individui realizzano strutture dove producono beni e forniscono servizi mediante la collaborazione forzosa dei propri simili ad essi subordinati, facilmente ottenuta grazie alla potente azione coercitiva d'un ricatto socio-economico.

Il capitalista decide cosa, come e quanto produrre sulla base del mercato, inseguendo l'onda più alta nell'oceano delle possibilità di remunerazione.

Il sistema che ne scaturisce non è organizzato per soddisfare le reali esigenze di tutti gli esseri umani, perché il vero scopo dell'agire è ricavare profitto.

Così facendo, però, se sfamare o curare i poveri non dovesse rivelarsi remunerativo, i poveri moriranno a causa della fame e delle malattie; se produrre sigarette è più redditizio di costruire scuole e strutture sanitarie nei paesi del terzo mondo, i capitalisti preferiranno investire per produrre sigarette; se commercializzare cibo spazzatura permette di realizzare un maggior profitto, la qualità alimentare sarà sacrificata e gli esseri umani si nutriranno in modo dannoso per il loro organismo, con la gran gioia delle multinazionali che potranno vendere un maggior numero di medicinali.

Le distorsioni derivanti da questo approccio appaiono già del tutto evidenti.

venerdì 12 settembre 2014

Automazione, lavoro, disoccupazione, abbondanza e libertà.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

È possibile al contempo: minimizzare il lavoro umano, garantire la piena occupazione e riuscire ad assicurare l'accesso a beni e servizi di elevata qualità a tutti gli esseri umani?

Per cercare di rispondere a questo domanda, è indispensabile riflettere su di una questione preliminare inerente l'ambito lavorativo: 

perché nonostante i moderni apparati tecnologici lavoriamo ancora così tanto?

Se ci pensiamo, possiamo individuare facilmente alcuni punti di criticità:

domenica 7 settembre 2014

La grande domanda, di Peter Joseph


La grande domanda: squilibrio ambientale e conflitto dei valori


La società umana oggi ha due sistemi economici diametralmente opposti. Uno è il modello economico del mercato monetario imposto dalla tradizione, l'altro è una struttura di regole fisiche che emerge dalla crescente conoscenza scientifica dalla realtà, sia a livello ambientale che sociologico. Le conseguenze dell'adozione del primo sistema, sono il sempre crescente livello di destabilizzazione sociale e il continuo declino della salute pubblica. Questo intervento è diviso in due sezioni la prima parte si chiama scontro tra sistemi: efficienza di mercato contro efficienza tecnica. La seconda parte conflitto dei valori: potenziale sociale, collasso e transizione. Cosa siamo capaci di fare? Che cosa ci aspetta se non lo facciamo? Come possiamo uscire da questo sistema? Prima di iniziare con la prima parte, parliamo di economia. Cos'è l'economia? In greco è definita come la gestione del patrimonio, una definizione che viene troppo spesso dimenticata. Economizzare, che cosa significa? Significa aumentare l'efficienza, tenetelo a mente, ridurre lo spreco. Ecco cosa dovrebbe essere economia. Mi spiego meglio. Useremo due concetti durante questa presentazione. Il primo è la nozione teorica di un'economia della terra, che significa basare le decisioni direttamente sulle conoscenze scientifiche, in relazione con la gestione ottimizzata dell'ambiente e della salute umana. Produzione e distribuzione sono regolate dall'approccio tecnico più efficiente e sostenibile conosciuto al momento. Il secondo, a confronto, è l'attuale economia di mercato, dove le decisioni sono basate su azioni umane indipendenti, mediante dal veicolo dello scambio monetario, regolato dalle pressioni della domanda e dell'offerta. La produzione e la distribuzione sono rese possibili dall'acquisto e dalla vendita di lavoro e fornitura dei materiali, da motivazioni personali o di gruppo, l'interesse personale, in quanto tributi principali che ne dettano il funzionamento.

lunedì 1 settembre 2014

Libri di testo gratis per tutti? Con gli ebook si può!

Una semplice proposta per rendere disponibili gratuitamente i libri di testo attraverso la tecnologia.


Con l'avvicinarsi dell'inizio del nuovo anno scolastico ritorna puntuale il problema del caro-libri.

Il fenomeno è imputabile all'elevato costo d'acquisto dei testi necessari per frequentare la scuola dell'obbligo.

Si parla di una spesa media che oscilla tra i 300 e i 350 euro che, a seconda della scuola e del livello di istruzione, può variare sensibilmente fino al picco massimo di circa 750€ della classe primo liceo classico.

Un costo notevole, che incide sui bilanci di numerose famiglie italiane già duramente colpite dagli effetti della crisi economica dell'Euro-zona.

Eppure da qualche anno a questa parte, la tecnologia offre una strepitosa possibilità: quella di poter fornire agli studenti di tutti i livelli della scuola dell'obbligo (e non solo) l'accesso gratuito ai libri di testo di cui necessitano per lo studio. Come? Attraverso l'utilizzo degli ebook.

mercoledì 27 agosto 2014

Le (strane) Verità che Dio ci ha donato attraverso le Sacre Scritture.


Siamo in pericolo: bisogna ascoltare la Parola di Dio.


Nel Catechismo della Chiesa Cattolica si afferma che:
  • «la Sacra Bibbia insegna la verità perché Dio stesso è l'autore della Sacra Scrittura: essa è perciò detta ispirata e insegna senza errore quelle verità, che sono necessarie alla nostra salvezza. Lo Spirito Santo ha infatti ispirato gli autori umani, i quali hanno scritto ciò che egli ha voluto insegnarci». (prop. 18 del compendio al Catechismo della Chiesa Cattolica). 
(Ironia mode: On)

Come potevo farmi sfuggire una così ghiotta occasione per scoprire la Verità ispirata, proprio quella con la V maiuscola? Curioso di scoprire quali fossero le conoscenze che Dio aveva messo in serbo per la salvezza degli esseri umani, un giorno ho iniziato a leggere le Sacre Scritture. Quello che ho scoperto è stato talmente illuminante, che non potevo evitare di condividerlo con chi, per qualsiasi motivo, non avesse ancora avuto la fortuna di venirne a conoscenza...

sabato 23 agosto 2014

Smettere di fumare, perché no? I danni derivanti dall'uso delle sigarette a persone, ambiente e società.

Qual è la storia delle sigarette? Perché la sigaretta è così dannosa? Come funziona il meccanismo di dipendenza? Quali sono le principali statistiche inerenti il fumo? Quali sono gli effetti del fumo sulla salute umana? Quali i benefici derivanti dall'abbandono del vizio del fumo? Che conseguenze ha la produzione delle sigarette sulla nostra società? Perché se le sigarette sono così dannose vengono ancora commercializzate? Come possiamo impedire il verificarsi delle deleterie dinamiche associate al tabacco? Se volete trovare le risposte a queste domande, mettetevi comodi e concedetevi una lettura che può letteralmente salvare la vita a moltissimi esseri umani.

mercoledì 20 agosto 2014

Un inquietante ritratto dell'odierna società: tra inquinamento, guerre, fame, sfruttamento e povertà.

Api, albatros, plastica, idrocarburi e surriscaldamento globale.



Gli effetti dell'inquinamento dovuti alle attività antropiche si stanno manifestando in modo tangibile. 

Un chiaro marcatore della rottura tra il delicato equilibrio dell'ecosistema terreste e le attività umane è testimoniato dalla recente moria delle api

Non si tratta di un fenomeno localizzato, bensì di una tendenza generale riscontrata in tutto il mondo, riconducibile al crescente inquinamento ambientale, principalmente dovuto all'uso intensivo di una classe d'insetticidi derivanti dalla nicotina (detti neonicotinoidi), i più diffusi in agricoltura. 

Pesticidi e fertilizzanti chimici contaminano la terra e le falde acquifere, entrando nella nostra catena alimentare attraverso i prodotti che consumiamo abitualmente.